100 anni di Fontana di Leo, il luogo storico che vive nel degrado

redazione

100 anni di Fontana di Leo, il luogo storico che vive nel degrado

Condividi su:

giovedì 09 Luglio 2026 - 07:00

C’è una fontana che un tempo rappresentava un simbolo di progresso e di speranza per un’intera contrada e che oggi, invece, è circondata dal degrado. Giorni fa, la storica voce di Radio Azzurra, Totò Calamia, ha reso nota un’immagine sui Social: la Fontana di Leo, a Marsala, versa da tempo in uno stato di abbandono che continua a suscitare amarezza tra i residenti. Rifiuti, incuria e scarsa manutenzione hanno trasformato quello che doveva essere un luogo identitario in una testimonianza del disinteresse verso il patrimonio storico della città. Eppure quella fontana non è un semplice arredo urbano. La sua storia affonda le radici negli anni Venti del secolo scorso e viene ricordata dal prof. Elio Piazza, che ha riportato alla luce una lettera del commissario prefettizio A. Giacalone, datata 20 dicembre 1924 e indirizzata alla maestra Leonarda Piazza.

La storia nei racconti di Elio Piazza

Il documento racconta come, proprio in quei giorni, fosse imminente l’inaugurazione dell’artistica Fontana di Leo, destinata a dare il nome alla contrada e a rappresentare un importante servizio pubblico grazie all’arrivo dell’acqua potabile dell’acquedotto di Sutana. Piazza ricorda anche le difficili condizioni in cui insegnava sua zia Leonarda: “Per oltre venti anni, una delle mie zie, signorina Leonarda Piazza, insegnò in un locale privato, dal pavimento al disotto del livello stradale, inondato sempre in seguito alle abbondanti piogge, privo di acqua, di gabinetti, dalle pareti umide, arredato con lavagna e banchi da sei posti, di proprietà di un certo Friscarella, preso in locazione dal Comune”. La scuola si trovava a meno di cento metri dalla fontana e la maestra aveva chiesto che fosse collegata alla nuova rete idrica. Una richiesta che, però, non venne accolta. “Purtroppo, anche tale richiesta venne delusa, come tutte le domande di trasferimento delle maestre nubili, discriminate perché non avevano dato figli alla Patria”, ricorda Piazza, estendendo il ricordo anche all’altra zia Rosa, anch’essa insegnante nelle campagne marsalesi.

I 100 anni della Fontana di Leo

Nel suo intervento, Piazza sottolinea anche il ruolo fondamentale che le maestre svolgevano nelle contrade rurali: vere e proprie “sentinelle della civiltà”, impegnate non solo nell’istruzione dei bambini, ma anche nell’assistere le famiglie analfabete nella corrispondenza con i propri cari partiti per il servizio militare. Da questo ricordo nasce anche una proposta: “Perché non festeggiare il primo centenario dell’artistica Fontana di Leo, dopo averne rimosso i rifiuti che da tempo la offendono?”. Un invito che va oltre la semplice pulizia del sito: recuperare la Fontana di Leo significherebbe restituire dignità a un pezzo di storia di Marsala e onorare la memoria di chi, in quelle campagne, contribuì con sacrificio alla crescita culturale e civile del territorio.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta