Due tragedie al Molo Ronciglio di Trapani in poche settimane: il silenzio del male di vivere

Claudia Marchetti

Due tragedie al Molo Ronciglio di Trapani in poche settimane: il silenzio del male di vivere

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domenica 05 Luglio 2026 - 08:59

Due auto finite in mare, due vite spezzate nel giro di poche settimane, nello stesso luogo. Il Molo Ronciglio di Trapani è tornato drammaticamente al centro della cronaca dopo il ritrovamento del corpo del 76enne Paolo Donatelli, medico in pensione originario di Marsala, all’interno della sua vettura recuperata dal fondale. Un episodio che ha inevitabilmente riportato alla memoria quanto accaduto all’inizio di giugno, quando nello stesso tratto di porto perse la vita Vito Croce, 54 anni, molto conosciuto in città. In entrambi i casi gli inquirenti hanno preso in considerazione anche l’ipotesi di un gesto volontario. Al di là delle indagini, che faranno il loro corso, resta il peso di due tragedie ravvicinate che interrogano una comunità intera. Perché dietro fatti come questi ci sono spesso storie personali, sofferenze profonde e fragilità che raramente emergono all’esterno. Il disagio psicologico, ancora oggi, continua a essere uno dei temi più difficili da affrontare. Molte persone convivono in silenzio con depressione, solitudine, ansia o un dolore che, agli occhi di chi sta loro accanto, può restare completamente invisibile.

La cronaca racconta il momento finale di una vicenda, ma quasi mai riesce a descrivere ciò che lo precede: mesi o anni di sofferenza, richieste d’aiuto non espresse, paure, senso di isolamento. È un mondo sommerso che spesso rimane nascosto fino a quando accade l’irreparabile. Per questo, ogni tragedia dovrebbe spingere non solo alla riflessione, ma anche a parlare con maggiore naturalezza di salute mentale. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, così come offrire ascolto a una persona in difficoltà può fare la differenza. Famiglie, amici, istituzioni, scuole e servizi sanitari hanno un ruolo fondamentale nel costruire una rete capace di intercettare il disagio prima che diventi disperazione.

Le due vicende del Molo Ronciglio non devono essere ricordate soltanto come fatti di cronaca. Possono diventare l’occasione per rompere un tabù che ancora oggi porta molte persone a nascondere il proprio dolore per paura di essere giudicate. Dietro un sorriso può celarsi una battaglia che nessuno vede, e proprio per questo è importante promuovere una cultura dell’ascolto, della vicinanza e della prevenzione. Perché ogni vita persa lascia un vuoto enorme, ma ogni persona che trova il coraggio di chiedere aiuto rappresenta una speranza in più per tutta la comunità. 

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