Rassegna letteraria all’Aeronautica Militare di Pantelleria, i No-F35: “Operazione di facciata”

redazione

Rassegna letteraria all’Aeronautica Militare di Pantelleria, i No-F35: “Operazione di facciata”

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venerdì 03 Luglio 2026 - 11:51

Mentre la provincia di Trapani si trova a dover fare i conti con il progetto del nuovo hub europeo per l’addestramento dei piloti dei caccia F-35 presso la base di Birgi, nei primi giorni di luglio si tiene sull’isola di Pantelleria un evento che merita una seria riflessione pubblica. Dal 3 al 5 luglio, il Distaccamento Aeroportuale dell’Aeronautica Militare di Pantelleria ospiterà la rassegna “Pantelleria – Mediterraneo d’Autore”. Il Comitato però, non ha espresso un grande parere favorevole. Tutt’altro.

Riteniamo che utilizzare una base militare come palcoscenico per un festival culturale sia una precisa operazione di facciata: un modo per abituare i cittadini alla presenza delle strutture di guerra, provando a farle passare come normali spazi di aggregazione e vita quotidiana – affermano dal Comitato anti F-35 -. Ciò che colpisce maggiormente è la totale trasversalità degli ospiti. All’interno di questo perimetro sfilerà una passerella variegata che unisce figure del mondo militare, esponenti del Governo attuale, come il Presidente del Senato La Russa e i ministri Crosetto e Piantedosi, e membri dell’opposizione parlamentare, come Carlo Calenda e i vertici del Partito Democratico attraverso il capogruppo al Senato Francesco Boccia, passando fino all’ex Capo Politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. Forze politiche che davanti alle telecamere si scontrano su tutto, ma che quando si tratta di spese militari, di investimenti sugli F-35 e di concessione dei nostri territori alle logiche belliche, si scoprono da anni complici e d’accordo”.

Ma la cosa che per il Comitato è ancora più grave è la partecipazione di firme e volti storici dei media, spesso considerati indipendenti o tradizionalmente vicini a posizioni di opposizione: “Prestando la propria presenza a un evento blindato dentro una base militare, anche queste voci contribuiscono a edulcorare la realtà. Aiutano a normalizzare ciò che normale non è: la progressiva militarizzazione della nostra regione. La cultura dovrebbe essere uno strumento di pace, di confronto e di critica del potere, non una vernice con cui colorare di rosa le infrastrutture di guerra. Mentre si sottraggono risorse pubbliche alla sanità, alla scuola e ai servizi sociali per destinarle al riarmo, si usano gli spazi militari per fare salotti e passerelle. I territori appartengono alle comunità che li vivono. Come Comitato No F-35 Trapani-Birgi continueremo a opporci al progetto dell’hub a Birgi e a vigilare contro ogni tentativo di presentare il militarismo culturale e fisico come un qualcosa di inevitabile o, peggio, da celebrare. La Sicilia deve essere un luogo di confronto libero, di incontro e di pace, non una base logistica per i conflitti“.

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