Il porto di Bonagia continua a essere al centro del dibattito politico regionale. Dopo il definanziamento dei 34 milioni di euro inizialmente inseriti nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027, la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, torna all’attacco e, al termine dell’audizione della Commissione Esame delle Attività dell’Unione Europea dell’Assemblea Regionale Siciliana, traccia uno scenario tutt’altro che rassicurante: “Diciamolo senza girarci intorno: del porto di Bonagia, nella migliore delle ipotesi, non vedremo l’apertura del cantiere prima del 2030″. L’audizione, richiesta dalla stessa parlamentare, è servita a fare il punto sull’iter dell’opera dopo la riprogrammazione delle risorse FSC che ha interessato il progetto.
Una vicenda che si trascina da quasi vent’anni
Quella del porto di Bonagia è una storia fatta di annunci, finanziamenti, ritardi e occasioni mancate. Secondo la ricostruzione emersa nel dibattito politico e nelle prese di posizione delle opposizioni, le prime difficoltà risalgono al 2008, quando venne accantonata l’ipotesi del project financing, che aveva raccolto diverse manifestazioni d’interesse, per puntare su un diverso progetto. Da quel momento l’iter avrebbe accumulato una lunga serie di rallentamenti, con la perdita di precedenti finanziamenti e la necessità di continui aggiornamenti progettuali e procedurali. Nel maggio 2024 sembrava arrivata la svolta. La Regione Siciliana inserì infatti l’opera tra quelle finanziate con il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, assegnando 34 milioni di euro. Il sindaco di Valderice, Francesco Stabile, parlò allora di “giornata storica” e di un’opera destinata a cambiare il futuro economico e turistico del territorio dopo trent’anni di attesa.

Il definanziamento dei 34 milioni
L’entusiasmo è però durato poco. Nelle scorse settimane il Dipartimento regionale delle Infrastrutture ha comunicato che il progetto non risultava sufficientemente maturo per rispettare il cronoprogramma imposto dai fondi FSC. Il porto è infatti ancora sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e non dispone ancora di tutte le autorizzazioni necessarie. Per questo motivo la Regione ha deciso di riprogrammare i 34 milioni destinandoli ad altri interventi già cantierabili, evitando così di perdere definitivamente le risorse disponibili.
L’audizione all’Ars: inviate le integrazioni al MASE
Durante l’audizione odierna è emerso che la scorsa settimana sono state trasmesse al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le integrazioni richieste nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Il Governo regionale ha inoltre assicurato che, una volta ottenuto il via libera ministeriale, l’iter proseguirà rapidamente in Commissione Lavori Pubblici, con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione del contratto nel periodo compreso tra settembre e marzo 2028. Una tempistica che però non convince affatto Cristina Ciminnisi.
«La prima pietra non prima del 2030»
“Anche ammesso che tutto proceda senza intoppi – VIA, passaggio in Commissione Lavori Pubblici, gara nel 2027 tramite Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica trattandosi di appalto integrato, sottoscrizione del contratto – restano poi i tempi di cantierizzazione. Il conto è presto fatto: il 2030 è l’orizzonte più ottimistico per la posa della prima pietra; non un rischio ma la base di partenza”, afferma la deputata del Movimento 5 Stelle. Per Ciminnisi il nodo principale resta quello delle risorse economiche. “I 34 milioni di euro originariamente destinati a Bonagia sono stati riprogrammati su altri interventi FSC più avanzati e quindi immediatamente spendibili. Una scelta amministrativa di fatto necessaria e inevitabile se non si voleva perdere definitivamente questi soldi. Ora, però, recuperarli richiede una nuova riprogrammazione, sulla quale il Governo regionale in Commissione ha preso un impegno verbale”.
Una risoluzione per vincolare il Governo
Proprio per ottenere maggiori garanzie, la parlamentare annuncia un nuovo passaggio istituzionale. “Nelle prossime ore predisporrò una risoluzione in Commissione Unione Europea per impegnare formalmente il Governo regionale a mantenere quanto assicurato in Commissione: rifinanziare l’intervento attraverso la riprogrammazione FSC. Ai valdericini non servono altre parole, serve un atto scritto e vincolante che li metta al riparo dall’ennesima marcia indietro”. Il futuro del porto di Bonagia resta dunque legato al completamento dell’iter autorizzativo e, soprattutto, alla capacità della Regione di reperire nuovamente le risorse necessarie dopo la riprogrammazione dei fondi, mentre i tempi di realizzazione continuano ad allungarsi.