Negli ultimi giorni si è infiammato nuovamente il dibattito sul futuro dello sport trapanese, soprattutto in merito alle indiscrezioni riguardanti il possibile trasferimento in Sicilia di un titolo sportivo di Serie B1, che secondo alcuni rumors sarebbe quello della Power Basket. Voci che hanno spinto Sport Invest e Trapani Shark a diffondere una dura nota congiunta, nella quale si fa riferimento a presunti tentativi di acquisizione di titoli sportivi per approdare nel principale impianto cittadino.
L’uso delle attrezzature del Pala Shark: cosa succede
Le due società sostengono di aver appreso che alcuni soggetti starebbero valutando l’acquisto di un titolo di Serie B con l’obiettivo di ottenere l’utilizzo del PalaShark attraverso il Comune di Trapani, aggirando così i procedimenti ancora pendenti davanti al TAR e al Consiglio di Giustizia Amministrativa. Nella nota, Sport Invest e Trapani Shark ribadiscono con fermezza che tutte le attrezzature presenti all’interno del PalaShark – dal parquet ai canestri, dai tabelloni alle strutture della palestra, fino a spogliatoi, sala stampa, led e panchine – sarebbero di proprietà delle due società e non dell’ente comunale. Le stesse ricordano inoltre che il TAR avrebbe già disposto la conservazione dei beni in perfette condizioni in attesa della definizione del contenzioso giudiziario.
Si annunciano ripercussioni giudiziarie
Le società affermano di essere in possesso di documentazione fotografica che dimostrerebbe il mancato rispetto di tali obblighi e annunciano una linea durissima nei confronti di eventuali utilizzi non autorizzati delle strutture e delle attrezzature. “Chiunque, persona fisica o giuridica, dovesse appropriarsi, utilizzare, spostare o danneggiare quei beni sarà denunciato immediatamente per appropriazione indebita e perseguito in tutte le sedi competenti, civili e penali”, si legge nella nota. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensioni che coinvolgono anche il calcio trapanese.
E sul Trapani Calcio…
Pare che il Libero Consorzio Comunale ritiene concluso il rapporto di concessione dell’impianto con il Trapani Calcio, mentre la società del presidente Valerio Antonini sostiene che l’accordo sia ancora valido. In attesa che il contenzioso trovi una soluzione, il club granata starebbe valutando impianti alternativi per disputare le gare interne del prossimo campionato di Serie D. Tra le ipotesi più concrete c’è quella di trasferire temporaneamente le partite casalinghe a Capaci, grazie a un’intesa con l’Athletic Palermo. Una soluzione che consentirebbe al Trapani di rispettare le scadenze federali per l’indicazione dello stadio, ma che costringerebbe i tifosi granata a lunghi spostamenti per seguire la squadra.