Mazara guarda da vicino il dramma della striscia di Gaza con la mostra “I Grant You Refuge”

Luca Di Noto

Mazara guarda da vicino il dramma della striscia di Gaza con la mostra “I Grant You Refuge”

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venerdì 29 Maggio 2026 - 09:53

Si è conclusa venerdì scorso, nell’ex chiesa di San Bartolomeo – sede del Museo Mirabilia Urbis – la mostra fotografica “I Grant You Refuge” (Ti concedo rifugio), dedicata alla tragedia umanitaria che si consuma nella Striscia di Gaza e che per due settimane ha portato nel cuore del centro di Mazara immagini, testimonianze e storie provenienti da uno dei conflitti più devastanti del nostro tempo. L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Diocesano della Pastorale per le Migrazioni e la Mobilità Umana e dall’associazione Casa della Comunità Speranza APS-ETS, con il patrocinio della Diocesi e del Comune di Mazara del Vallo, ha offerto ai visitatori l’opportunità di osservare la guerra da una prospettiva diversa, quella di chi la vive quotidianamente. In esposizione gli scatti di sei fotografi palestinesi della Striscia di Gaza – Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras e Shadi Al-Tabatibi – scelti per rappresentare il lavoro di decine di fotoreporter che continuano a documentare la realtà del conflitto nonostante le enormi difficoltà operative e i rischi personali. Le immagini hanno raccontato distruzione, sofferenza, paura e perdita, ma anche resilienza, dignità e capacità di resistere di una popolazione stretta nella morsa della guerra. Un percorso visivo intenso che ha trasformato la visita alla mostra in un’esperienza di riflessione collettiva sui temi della pace, dei diritti umani e della solidarietà. Il titolo dell’esposizione è ispirato dall’omonima poesia della scrittrice e poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa nell’ottobre del 2023 durante un raid aereo nella Striscia di Gaza. Un richiamo simbolico che ha accompagnato l’intero percorso espositivo e che ha contribuito a rendere ancora più forte il messaggio della mostra.

L’inaugurazione, lo scorso 8 maggio, aveva visto la partecipazione di autorità civili, religiose e numerosi cittadini. Poi l’esposizione è stata visitata da studenti, associazioni e semplici cittadini, con la capacità dell’arte e della fotografia di stimolare confronto e consapevolezza anche su temi complessi e lontani geograficamente, ma sempre più vicini alla sensibilità delle comunità. Particolarmente significativa è stata la presenza delle scuole, chiamate a confrontarsi con immagini che raccontano una realtà spesso percepita soltanto attraverso i numeri e le cronache dei tg. La mostra ha invece restituito volti, storie e frammenti di vita quotidiana, offrendo una narrazione umana del conflitto. Un’esperienza che lascia in eredità alla città non soltanto un evento culturale, ma anche uno spazio di riflessione civile. In un tempo segnato da guerre, crisi internazionali e umanitarie, gli scatti provenienti da Gaza hanno ricordato come la fotografia possa ancora essere uno strumento di testimonianza, memoria e denuncia. E questo è stato il risultato più importante della mostra: trasformare per alcuni giorni un luogo del centro storico mazarese in una finestra aperta sul mondo, interrogando le coscienze di chi quelle immagini ha scelto di guardarle.

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