C’è una trama che attraversa la politica globale e che raramente viene detta ad alta voce: quella dei miti costruiti, delle verità semplificate fino a diventare strumenti, delle narrazioni confezionate per reggere equilibri molto più grandi della singola notizia. Non è un fenomeno nuovo, né un’invenzione dell’era digitale. È, piuttosto, una costante della comunicazione del potere che cambia soltanto linguaggio. A voler essere provocatori, il grande laboratorio delle percezioni collettive si apre già nel Novecento, quando la televisione diventa finestra unica sul mondo. Da lì in poi, la domanda che qualcuno si ostina ancora a ripetere sullo sbarco sulla Luna del 1969 – verità storica o grande messa in scena? – non è solo una fissazione complottista, ma il sintomo di una frattura: quella tra ciò che accade e ciò che viene creduto.
Oggi quella frattura si è allargata. Nei talk show il cosiddetto “fact-checking” è diventato un riflesso automatico, quasi una difesa immunitaria contro dichiarazioni politiche che si contraddicono da sole. Eppure non basta. Perché nel frattempo circolano interviste mai esistite attribuite a figure, si pensi, come Giovanni Falcone, utilizzate in dibattiti pubblici come se fossero fonti autentiche. O immagini e video generati artificialmente che ritraggono politici in scenari mai accaduti, ma perfettamente credibili a uno sguardo distratto. La verità, oggi, compete con la sua imitazione più sofisticata: la plausibilità. E mentre leader mondiali comunicano attraverso messaggi filtrati da propaganda e scenografie accuratissime, da Mosca a Pyongyang, la sensazione è che ogni parola sia insieme dichiarazione e costruzione.
Nel mezzo, l’intelligenza artificiale ha accelerato tutto: non solo la produzione di contenuti falsi, ma la loro capacità di sembrare veri. In Italia prende piede la vicenda di Nicole Minetti. Un’altra fake? Potrebbe, ma la vicenda si fa più grave. Perchè il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha concesso la grazia all’ex fedelissima di Berlusconi nella vicenda di Villa Certosa, condannata per favoreggiamento alla prostituzione, è stata graziata perchè si sta prendendo cura di un minore. Vicenda però torbida perchè il minore ha una madre con un’avvocata trovata morta in circostanze sospette. Insomma Mattarella ci vuole vedere chiaro, così come l’Interpol attivata dalla Procura di Milano. Se qualcuno dovesse vilipendere il Capo dello Stato, non salterà solo la Minetti, ma anche il Ministro Nordio che ha presentato l’istruttoria. E così il Governo Meloni potrebbe essere in bilico. A Sergio non la si fa. Ma neppure al popolo, che sta sempre di più smettendo di credere a tutto quello che viene fatto passare. Ma un popolo che non crede più a nulla non è più informato. È solo disarmato.