Erice: Piazza della Loggia diventa Piazza Antonino Zichichi, simbolo di scienza e pace

Claudia Marchetti

Erice: Piazza della Loggia diventa Piazza Antonino Zichichi, simbolo di scienza e pace

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giovedì 19 Marzo 2026 - 07:00

È stata una giornata intensa, attraversata da emozione, memoria e gratitudine. Erice e Trapani si sono ritrovate unite in un abbraccio collettivo per rendere omaggio alla figura di Antonino Zichichi, lo scienziato che per oltre sessant’anni ha legato indissolubilmente il suo nome alla città del Monte e al dialogo internazionale tra scienza e pace. Nella suggestiva cornice della Chiesa Matrice di Erice, la comunità ericina ha voluto salutare il professore insieme alla sua famiglia e alla Fondazione Ettore Majorana, protagonista di un lungo percorso culturale e scientifico che ha portato il nome della città nel mondo. A rappresentare la comunità è stata la sindaca Daniela Toscano, che ha rivolto un pensiero affettuoso ai figli Lorenzo, Fabrizio e Cosimo e ai nipoti dello scienziato.

Toscano: “Non solo uno scienziato, per Erice molto di più”

Il Professore non è stato semplicemente un grande scienziato – ha detto la sindaca –. Per Erice è stato molto di più: presenza, visione, responsabilità. È stato un uomo capace di guardare lontano, più lontano di tanti altri, e di credere con forza in questa città”. Parole che raccontano un legame profondo, nato da una scelta reciproca: Zichichi scelse Erice come luogo del suo impegno scientifico e culturale, e la città scelse di accompagnarlo in questo straordinario percorso. Per oltre sei decenni, grazie all’attività della Fondazione e del Centro di Cultura Scientifica, tra le antiche mura di Erice sono arrivati premi Nobel, studiosi, ricercatori e studenti da ogni continente. Un crocevia di idee, lingue e culture diverse che ha trasformato la piccola città medievale in un laboratorio internazionale di pensiero e confronto. Qui si è consolidata anche una visione forte: quella di una scienza al servizio della pace. Un ideale che Zichichi ha promosso con convinzione e che oggi appare più attuale che mai. 

Piazza della Loggia intitolata al prof. Zichichi

Proprio per questo la città ha compiuto un gesto dal grande valore simbolico: l’ex Piazza della Loggia è stata ufficialmente intitolata al professore. Il cuore pulsante della città porterà ora il suo nome, legandolo per sempre alla vita quotidiana di ericini e visitatori. “Probabilmente lui non sarebbe stato d’accordo – ha aggiunto la sindaca Toscano – perché non amava la visibilità. Ma Erice gli deve questo segno di riconoscenza”. Un modo per dire grazie a chi ha insegnato alla comunità a considerare normale ciò che normale non era: discutere di scienza, di pace e di futuro in una piccola città sospesa tra cielo e mare. All’omaggio si è unita anche la città di Trapani, dove il sindaco Giacomo Tranchida ha ricordato un aspetto meno noto ma profondamente simbolico della vita del professore. Durante gli anni della Guerra Fredda, quando il mondo era diviso in blocchi contrapposti, le spiagge tra Trapani ed Erice diventarono un luogo di incontro informale tra scienziati provenienti da diversi Paesi. Passeggiate apparentemente innocue, racconta il sindaco, dietro le quali si nascondevano conversazioni profonde sulla scienza e sul futuro dell’umanità. “Lontano da intercettazioni e spionaggi – ha ricordato Tranchida – Zichichi e altri studiosi si incontravano sulle nostre spiagge per discutere di scienza al servizio della pace e della vita”.

Zichichi e l’identità del Mediterraneo

Un’immagine potente: il Mediterraneo come orizzonte di dialogo, dove il sapere scientifico diventava strumento di responsabilità e speranza, in un periodo storico in cui altri scienziati erano chiamati a sviluppare tecnologie di guerra. Oggi quella memoria diventa anche progetto per il futuro. Tra le proposte emerse vi è l’idea di rafforzare un polo accademico dedicato alle Scienze per la Pace, con il coinvolgimento dell’Università e del territorio, affinché l’eredità culturale di Zichichi continui a ispirare nuove generazioni di studiosi. Per Erice e Trapani non si tratta soltanto di ricordare uno scienziato di fama internazionale, ma di custodire una visione: quella di una scienza capace di unire i popoli. E come è stato ricordato durante la cerimonia, le idee non muoiono. Finché a Erice ci sarà un giovane che studia, un ricercatore che dialoga, una porta aperta al confronto tra culture diverse, il professore continuerà a essere parte di questa città. Tra le pietre antiche, tra le strade che guardano il mare e nel vento che sale dal Mediterraneo, il nome di Antonino Zichichi continuerà a vivere. Non solo su una piazza, ma nella memoria e nel futuro di un’intera comunità.

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