Andreana Patti: “Il nostro programma costruito nelle piazze, non nei salotti” VIDEO

Vincenzo Figlioli

Andreana Patti: “Il nostro programma costruito nelle piazze, non nei salotti” VIDEO

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mercoledì 18 Marzo 2026 - 06:30

Il suo progetto è partito ufficialmente lo scorso mese di giugno, con la presentazione del movimento civico “Si muove la città”. L’autunno ha portato l’endorsement della coalizione progressista (da cui si è poi sfilato il circolo di Rifondazione Comunista), mentre nell’ultimo mese si sono aggregati diversi esponenti del mondo moderato. Al di là delle formule politiche, tuttavia, la sensazione è che la candidatura di Andreana Patti si sia progressivamente radicata in città, come testimonia l’affluenza registrata nel corso delle varie iniziative organizzate nelle ultime settimane.

A che punto è la preparazione della vostra proposta programmatica per le amministrative?

E’ praticamente definita. Abbiamo immaginato che il programma elettorale non fosse costruito nei salotti di casa, né dall’intelligenza artificiale, ma nelle piazze, nelle strade, ascoltando i marsalesi. Abbiamo capito che c’è tanto da fare e da investire, sia in termini di infrastrutture che di rigenerazione urbana. Le infrastrutture primarie che riguardano le reti idriche e fognarie, il gas, l’illuminazione, dovrebbero essere l’abc, ma abbiamo visto anche comunità vive che devono co-progettare con la pubblica amministrazione in modo che si possano realizzare centri diurni, laboratori, case culturali per i giovani. Immaginiamo una filiera che parta dalle esigenze primarie delle contrade, che non crei una competizione al ribasso ma crei maggiore unità con Marsala centro, facendo crescere l’intera città.

Ci sono richieste o bisogni che sono emersi con particolare forza in queste settimane di confronti?

Principalmente le cose primarie: strade percorribili, illuminate, pulite, sicure. Purtroppo gli episodi di micro-criminalità che si sono diffusi negli ultimi anni sia nel centro storico che in alcune contrade sono un’emergenza sociale e diventano un fatto limitativo e ostativo dello sviluppo turistico, a cui si aggiunge il mancato investimento sul marketing territoriale, i servizi e la mobilità, che va completamente ripensata. Sono state chieste infrastrutture sportive funzionanti, centri per persone con disabilità, per i 220 bambini che hanno bisogno del servizio Asacom e, in generale, per i fragili, a cui la pubblica amministrazione dovrebbe rivolgere seriamente attenzione e risorse, che tra l’altro vengono dalla Comunità Europea, attraverso il Distretto Socio Sanitario o il programma riservata alle città medie a cui sono dedicati fondi specifici. Secondo me c’è uno scollamento tra il modo di amministrare e i bisogni di questa città che non vengono ascoltati.

Uno degli argomenti più discussi di questo inizio di campagna elettorale è il futuro dello Stagnone. Qual è la vostra proposta per trovare un equilibrio tra le esigenze ambientali e quelle legate alle attività produttive?

Come ho già detto, non si può pensare allo Stagnone senza tutelare il lavoro di chi ha investito in quest’area e l’ambiente, che rappresenta la precondizione di tutto. Occorre fare delle opere idrauliche che rendano il mare sano e vivo, proteggendo questo habitat in piena armonia con le attività che si sono insediate, anche quelle di tipo sportivo. Il punto di equilibrio sta nel mettere assieme le cose che ci uniscono, non quelle che ci dividono: questo significa tutelare un ambiente che rimanga straordinariamente bello e insediamenti produttivi che non depauperino, ma valorizzino la Riserva.

Qual è l’orientamento sulla compagine assessoriale che proporrà alla cittadinanza?

Contrariamente a qualcuno, quando abbiamo iniziato questa avventura non abbiamo posto il tema delle poltrone da occupare, perchè la nostra filosofia non è gestire il potere, ma amministrare una città. Sicuramente io mi pongo in una prospettiva in cui il buon governo nasce da una solida alleanza di tipo programmatico e proprio per questo si possono accogliere differenti sensibilità, perchè il progetto mette al centro la città di Marsala, come probabilmente non si faceva da tempo. La scelta delle persone con cui amministrare la città deve essere basata sulle competenze, su persone capaci di amministrare. Lavoreremo anche per creare una classe dirigente nuova, costruendo un modo diverso di guardare la città. Sceglieremo competenza, esperienza, una squadra che sia ben allineata.

Rispetto a qualche mese fa la coalizione che la sostiene si presenta in maniera diversa. Qualcuno è uscito, altri sono entrati. La composizione attuale è quella definitiva o le vostre porte restano aperte ad altri eventuali ingressi?

Quando si parla di politica si parla di un fieri, un divenire. La politica è vita. La necessità era quella di rimettere al centro la città. Le forze progressiste, riformiste e moderate hanno scelto di appoggiare un progetto civico che in qualche modo allargasse i confini dell’alleanza. E’ stato un atto di grande generosità quello di puntare sull’idea di un patto, di un laboratorio politico che nasce dalla necessità di parlare della città piuttosto che delle prossime elezioni regionali. Dobbiamo scegliere il buon governo della città. Marsala si è intristita, soffre l’emorragia di giovani che sono andati via perchè non trovano una proposta non solo dal punto di vista occupazionale, ma anche da un punto di vista culturale, sportivo, sociale, che sia quantomeno al pari delle altre città della provincia. Gli orizzonti del nostro progetto devono quindi aprirsi a quanti sposano il programma che stiamo preparando a partire da una base di principi ben definiti: legalità, pari opportunità, bellezza, equità sociale, sicurezza. Ci sono una serie di valori, programmi e progetti che possono attrarre tutti coloro che negli ultimi dieci anni non sono andati a votare, alimentando la percentuale degli astensionisti.

Qualora si arrivasse al ballottaggio sarebbe propensa ad apparentamenti o resta la coalizione che l’ha sostenuta al primo turno?

Non ci siamo posti il problema. Intanto perchè pensiamo di vincere al primo turno, un po’ perchè i tatticismi non ci appartengono. Ci auguriamo si possa cominciare al più presto ad amministrare, perchè ci aspetta un’estate in cui dovremo investire in termini turistici e completare le opere iniziate, alcune delle quali dovevano essere progettate con più rigore.

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