Bus Rapid Transit: a Trapani scatta la polemica sulla mobilità in città. Di cosa si tratta?

redazione

Bus Rapid Transit: a Trapani scatta la polemica sulla mobilità in città. Di cosa si tratta?

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lunedì 23 Febbraio 2026 - 06:00

Il progetto di riorganizzazione della mobilità urbana e l’introduzione del sistema Bus Rapid Transit (BRT), promosso dall’Amministrazione comunale di Trapani, accendono lo scontro politico e civile. L’avvio dei lavori lungo Viale Regina Elena e nell’area di Ammiraglio Staiti, snodi centrali per il traffico cittadino e l’accesso al porto, ha innescato una raffica di reazioni critiche da parte di residenti, partiti e consiglieri di opposizione. Il Comitato dei Residenti del Centro Storico, pur dichiarandosi non contrario agli interventi di riqualificazione, denuncia la mancanza di coinvolgimento preventivo. “Abbiamo chiesto un incontro urgente, ma non è stata fissata alcuna data. Intanto le transenne sono già state posizionate”, afferma il presidente Alberto Catania. Tra le principali preoccupazioni vi è la riduzione degli stalli gialli riservati ai residenti, già diminuiti negli ultimi mesi. Il Comitato chiede dati aggiornati e verificabili sui circa 600 posti auto annunciati, sottolineando la necessità di trasparenza su un tema che incide direttamente sulla quotidianità delle famiglie.

Ancora più dura la posizione della segreteria del Partito Socialista Italiano Trapani-Erice, che parla apertamente di “decisione scellerata” e di amministrazione “scollegata dalla realtà”. Pur non opponendosi in linea di principio alla mobilità sostenibile, il PSI denuncia l’impatto dei cantieri su commercio, turismo e attività portuali, definendo l’intervento “un’aggressione all’economia cittadina” e chiedendo l’immediato blocco dei lavori. Secondo i socialisti, la priorità dovrebbe essere il miglioramento dei servizi essenziali e del decoro urbano, non l’avvio di un progetto che rischia di paralizzare il centro proprio alla vigilia della stagione turistica.

Sulla stessa linea i consiglieri comunali di opposizione Daidone, Fileccia, Gianformaggio, Guaiana, Lamia, Mangano, Miceli, Spada, Tumbarello e Vassallo, che hanno depositato una richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale in seduta straordinaria e aperta. “Un progetto che incide profondamente sulla mobilità, sull’accesso al centro storico e sull’economia urbana non può essere calato dall’alto senza confronto democratico”, dichiarano. L’opposizione lamenta l’assenza di studi pubblici su traffico, impatto economico e ricadute sociali, chiedendo che il Sindaco e la Giunta riferiscano in aula in modo chiaro e dettagliato. Il nodo centrale della polemica non è tanto l’idea del BRT in sé, quanto il metodo: tempi, modalità di avvio dei cantieri e carenza di dialogo con cittadini e categorie produttive. Mentre l’Amministrazione difende il progetto come passo verso una mobilità moderna e sostenibile, una parte significativa della città teme che la trasformazione urbana stia procedendo senza un adeguato bilanciamento tra innovazione e tutela dell’economia locale. Il confronto resta aperto, ma il clima è ormai rovente: il BRT, nato come simbolo di modernizzazione, rischia di diventare il terreno di uno scontro politico e sociale che va ben oltre la viabilità.

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