Elezioni: anche a Campobello il centrodestra si sgretola

redazione

Elezioni: anche a Campobello il centrodestra si sgretola

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lunedì 09 Febbraio 2026 - 12:15

Alla vigilia di una fase decisiva per il futuro amministrativo di Campobello di Mazara, il dibattito politico locale appare sempre più distante dai reali bisogni della città. In questo contesto, la frammentazione del centrodestra non è solo un problema di schieramenti, ma un segnale allarmante di assenza di visione e responsabilità. Ci scrive Francesco Messina, presidente del Centro studi universitario internazionale “Luigi Pirandello” e Direttore della sede di esame dell’Università Telematica Pegaso di Campobello di Mazara:

Mentre la città attende risposte concrete su temi vitali come il risanamento finanziario, lo sviluppo turistico e la legalità, lo spettacolo offerto dal centrodestra in vista delle amministrative 2026 è quanto di più lontano ci si potesse aspettare da una coalizione che ambisce a governare. Più che un progetto per il territorio, quello a cui assistiamo è un tutti contro tutti che sta lasciando l’elettorato nello sconforto e nell’indignazione. L’emblema di questa frammentazione è lo scontro interno a Forza Italia. La nascita del movimento “Azzurri per Campobello”, annunciata dal direttivo locale, è stata immediatamente “scomunicata” dai vertici regionali. Il coordinatore Toni Scilla ha parlato chiaro: quella sigla non rappresenta il partito. “È imbarazzante assistere a questa guerra di posizionamento dove la base va da una parte e i vertici dall’altra, lasciando i cittadini senza un punto di riferimento certo.” Non c’è solo il caso Forza Italia. La galassia della destra Campobellese appare oggi come un insieme di numeri isolati: · “Noi per Campobello” ha già alzato il muro, dichiarando di voler correre in totale solitudine, rifiutando ogni coalizione.

La Democrazia Cristiana continua a fare “shopping” di consiglieri, drenando forze da altri partiti ma senza un dialogo unitario con gli alleati storici. L’ex sindaco Daniele Mangiaracina si muove autonomamente, mentre il polo civico “Cambia-Menti” attira i delusi dai partiti tradizionali. Il termine “vergogna” rimbalza tra i commenti dei cittadini e sui social per un motivo preciso: Campobello di Mazara non può permettersi l’instabilità. Dopo anni difficili, la città avrebbe bisogno di una visione comune. Invece, la destra locale sembra prigioniera di personalismi, vecchi rancori e lotte per la leadership che nulla hanno a che vedere con il bene pubblico.

Vedere i partiti passare il tempo a smentirsi a vicenda tramite comunicati stampa, anziché sedersi a un tavolo per stilare un programma serio, è il segnale di una crisi politica profonda. Se il buongiorno si vede dal mattino, la strada verso le elezioni del 2026 si preannuncia come un campo di battaglia di macerie politiche. Se i leader del centrodestra non riusciranno a mettere da parte l’orgoglio e le ambizioni personali, la “divisione” non sarà solo una strategia elettorale fallimentare, ma una vera e propria condanna all’irrilevanza politica, a scapito di una città che merita molto di più”.

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