Il Consiglio dei Ministri ha deciso: il referendum sulla riforma della giustizia si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Nel frattempo prosegue spedita la raccolta di firme popolari, il ‘comitato dei 15’ si dice pronto a fare ricorso qualora l’esecutivo proceda a fissare l’appuntamento prima del 30 gennaio. Cosa prevede la riforma Nordio? Il fulcro del disegno di legge costituzionale riguarda l’articolo 104 della Costituzione che recita: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. A cui ora si aggiunge: “Essa è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”. Giudici e pubblici ministeri, quindi, caratterizzeranno la nuova magistratura, tramite due carriere diversificate. Da questa modifica costituzionale conseguirà, con legge ordinaria, la previsione di due concorsi distinti: uno per ciascuna delle due funzioni. In sintesi, una futura aspirante toga dovrà scegliere necessariamente dall’inizio se ambire al ruolo di requirente o a quello di giudicante. Giudici e pubblici ministeri, quindi, caratterizzeranno la nuova magistratura, tramite due carriere diversificate.
Cambia tutto anche per quanto riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura, che si sdoppierà proprio per effetto della separazione delle carriere: un Consiglio Superiore legato alla magistratura giudicante, mentre l’altro avrà a che vedere con quella requirente. La riforma Nordio prevede per entrambi che siano “presieduti dal Presidente della Repubblica”, come l’attuale Csm unico. I membri di diritto saranno, rispettivamente il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. La novità fondamentale, tuttavia, consiste nella nuova modalità di individuazione dei componenti degli organi di autogoverno delle toghe. I nuovi membri non saranno più eletti, bensì estratti a sorte. Verrà istituita anche l’Alta Corte disciplinare che dovrà ‘sanzionare’ i magistrati. siedano 15 membri: 3 saranno nominati dal presidente della Repubblica, 3 verranno estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune, 6 saranno sorteggiati tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti – come vent’anni di attività e l’esperienza in Cassazione – e 3 saranno prelevati, sempre per fatalità, tra i magistrati requirenti in possesso dei medesimi specifici requisiti.
Non sarà necessario il raggiungimento di alcun tipo di quorum: se il Sì conquista un voto più rispetto al No, il ddl troverà la sua piena efficacia mentre, in caso contrario, tutto resterà invariato.