Caro-voli e scontistica, in Sicilia molti hanno rinunciato a tornare sull’isola

redazione

Caro-voli e scontistica, in Sicilia molti hanno rinunciato a tornare sull’isola

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mercoledì 27 Dicembre 2023 - 15:00

Che fine ha fatto la tematica caro-voli e la scontistica della Regione Sicilia? Una bolla che già è esplosa, sembra. In primis perchè in tanti hanno rinunciato a tornare in Sicilia, non essendo disposti a pagare un biglietto aereo dai 250 ai 350 euro e oltre a persona. Altri hanno scelto ore e ore di autobus per muoversi.

Il Governo Schifani aveva previsto un contributo per le compagnie aeree pari a 33 milioni di euro affinché potessero praticare degli sconti fino al gennaio 2025 per i residenti in Sicilia che si spostano solo verso Roma e Milano e viceversa.

C’era anche una piattaforma disponibile all’indirizzo https://siciliapei.regione.sicilia.it/bandocarovoli/. Per entrare occorre lo Spid, che peraltro pare sparirà nel 2024, dove bisogna inserire i dati anagrafici, quelli del volo (costo, tratta e numero), codice Iban dove accreditare il rimborso. Inoltre, vanno allegati biglietto e carta di imbarco.

L’iniziativa, scattata il 1° dicembre, è non solo molto poco chiara ma ancora in fase di rodaggio e le festività natalizie sono quasi finite. Delle tre compagnie che hanno aderito all’Avviso pubblico, solo Aeroitalia e Ita Airways hanno modificato i sistemi di prenotazione per applicare gli sconti fin dalla prenotazione. I passeggeri di Wizzair – ma anche quelli delle altre compagnie ammesse allo speciale trattamento – potranno fare soltanto una richiesta di rimborso.

Così, dopo aver conservato la ricevuta della prenotazione e la carta d’imbarco, e compilato un apposito form sul sito della Regione, dovranno attendere un bonifico sul conto.

Quindi la tanto sbandierata battaglia contro il caro-voli sembra sia sgonfiata. L’Antitrust, chiamata in causa dal Governatore Schifani, ha rinunciato ad aprire qualsiasi istruttoria contro le compagnie, perché era impossibile verificare la presenza di “cartelli”.

Peraltro il fronte contro Ryanair e la sua politica alquanto discutibile, non aiuta di certo lo scalo di Birgi considerato che il vettore irlandese è l’unico che collega la Provincia trapanese con il resto d’Italia (prima anche con l’Europa, di cui rimane Malta e forse nel 2024 torna Porto).

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