Produrre acqua dall’aria: il “miracolo” della Saba Tecnology di Campobello. La Start up di Bascio e Volpe vola a Dubay

Tiziana Sferruggia

Produrre acqua dall’aria: il “miracolo” della Saba Tecnology di Campobello. La Start up di Bascio e Volpe vola a Dubay

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venerdì 04 Settembre 2020 - 08:10
Produrre acqua dall’aria: il “miracolo” della Saba Tecnology di Campobello. La Start up di Bascio e Volpe vola a Dubay

“A Dubay, l’acqua costa più del vino. Ci sono stato per 5 anni e mi sono reso conto che l’acqua in Paesi quasi desertici è un’emergenza seria. Quasi il 70% del Pianeta Terra è a secco. In India, in Africa e in buona parte del mondo arabo mancano le risorse idriche necessarie a soddisfare le più elementari esigenze, come bere, lavarsi e irrigare i campi. Per questo abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti in Egitto e in Kuwait. Entro il 2050 le guerre non si faranno per il petrolio ma per l’acqua. La Saba Tecnology produce sistemi che producono aria dall’acqua e che sono in grado di purificare anche l’aria. Altro che distanziamenti a scuola, ci sono le tecnologie per sanificare aule e banchi. A noi interessa il miglioramento della qualità della vita dei popoli più disagiati. Saba è un punto di partenza sia per il nostro territorio per dare una spinta all’innovazione tecnologica a servizio del mondo intero”.

Dall’aria all’acqua il passo è già avviato ma le sfide che la Saba tecnology di Campobello di Mazara ha deciso di vincere, sono tante e tutte lodevoli. Stiamo parlando della prima Start Up innovativa in provincia di Trapani creata nell’Aprile del 2019 e nata da un’idea dai coniugi Salvatore Bascio e Claudia Volpe. Dalla creazione della prima serra agricola autosufficiente alla sanificazione di aule scolastiche e banchetti, dalla selezione per l’EXPO di Dubay al contrasto della malaria in Africa, ecco le tappe dell’escalation di una eccellenza tutta siciliana, e che, come dice Bascio: “piuttosto che esportare mafia, esporta tecnologia che può salvare il mondo e le risorse ambientali”

SALVATORE BASCIO E CLAUDIA VOLPE

La vostra azienda produce acqua dall’aria. Questo fa pensare subito alla soluzione dei problemi idrici dei Paesi desertici, è così?

Sì, è così, ma anche la Sicilia Occidentale è considerata uno dei punti più critici pur essendoci grosse risorse idriche.

Questo è un monito a risparmiare acqua, Bascio?

Sì, ci sono zone in cui piove meno che negli altri anni e i bacini si sono impoveriti, ma non solo, in molte parti della Sicilia, l’acqua è ricca di nitrati e non può essere utilizzata.

I nitrati sono presenti nel terreno e rendono l’acqua non utilizzabile ma anche utilizzando il vostro sistema, se nell’aria sono presenti sostanze inquinanti, non finiscono comunque nella rete idrica?

No, perché nel sistema che genera l’acqua sono presenti gli UVC che la sanificano e la rendono totalmente priva di sostanze inquinanti, libera anche da batteri o virus.

Questi UVC cosa sono?

Lampade germicida che sanificano. L’acqua prodotta è demineralizzata e pura al 100%

Nell’acqua comunque i minerali ci vogliono, no?

Certo, dipende dagli usi che se ne vogliono fare, nella stessa macchina che produce acqua, possiamo inserire un sistema di potabilizzazione e mineralizzazione.

Questo sistema elaborato da voi, esattamente, come funziona?

Ricaviamo acqua dall’umidità presente nell’atmosfera. L’aria è presente ovunque e può rappresentare una fonte d’acqua inesauribile.

Nei paesi dove l’umidità presente nell’aria è molto forte, si potrà produrre più acqua?

No, è a prescindere dalla percentuale di umidità percepita. Le dico che noi siamo immersi nell’acqua.

Il sistema che utilizzate è unico?

No, ne abbiamo 2. Uno è piccolino, composto da un pannello che si alimenta con energia solare, si chiama Easy Drop One e genera 35 litri d’acqua al giorno. Funziona per assorbimento, ovvero assorbe l’acqua e poi la espelle. L’altro invece genera grosse quantità d’acqua. E’ un sistema meccanico e funziona con delle batterie. C’è uno scambio termico che va a creare il punto di rugiada e che quindi inizia a generare acqua dall’umidità. Questo sistema può produrre 300 l. di acqua al giorno ma può essere configurato per arrivare a produrne fino ad un massimo di 10.000 l. al giorno.

L’acqua prodotta con questo sistema per cosa può essere usata?

Per uso agricolo ma anche per essere immessa nelle reti idriche come supporto alle reti idriche già esistenti, magri per superare quel gap che manca per la continuità dell’erogazione dell’acqua. Stiamo dialogando con un Comune del trapanese per questo.

Cosa state proponendo a questo Comune?

Un impianto da 5 milioni di l. di acqua al giorno.

Esistono già i dissalatori per produrre acqua, perché i Comuni dovrebbero preferire il vostro metodo?

Il dissalatore che è presente a Pantelleria sta creando dei problemi legati allo smaltimento del sale che, una volta reimmesso nel mare, aumenta la salinità e altera l’ecosistema marino, corrode la costa e uccide la fauna ittica. Oltretutto, l’acqua dissalata non è priva totalmente di sale. L’acqua dolce arriva a Pantelleria e nelle altre isole siciliane attraverso grosse navi. Questo ha notevole impatto ambientale e se c’è maltempo, le Isole restano a secco. Diciamo che a noi interessa comunque migliorare la qualità della vita in genere. La nostra azienda può fare qualcosa anche per l’emergenza Covid

In che modo?

Se avverrà quello che molti sostengono, nei prossimi anni, l’acqua sarà oggetto di attacchi batterici che possono mettere a dura prova il sistema idrico mondiale. Noi rappresentiamo un faro, una speranza e non sanifichiamo solo acqua, ma anche l’aria. Durante il lockdown abbiamo elaborato alcuni sistemi di purificazione.  

Ad esempio quali?

Produciamo macchine per la sanificazione attiva all’interno degli ambienti anche alla presenza di persone. Con la sanificazione all’ozono, le persone devono uscire dalla stanza. Si tratta di sanificazione attiva per effetto di fotocatalisi. Grazie a questo noi potremmo limitare i distanziamenti anche a scuola e prevenire il contagio da Covid.

Questo è molto importante, Bascio.

Abbiamo lavorato ad un sistema che immetta nell’ambiente idrossidi e idrogeni negativi capaci di intercettare la gocciolina d’acqua che esce dalla bocca o il materiale organico depositato dalle mani sulle superfici. Nel giro di pochi secondi, il Covid, altri virus o la carica batterica, vengono neutralizzati.

Però per la scuola si parla di banchi singoli e di distanziamento e non di adottare sistemi come il vostro

C’è una forte reticenza per questi sistemi. Il nostro sistema non elimina al 100% i virus ma all’80, 90% sì, e non è poco. Stiamo anche progettando un banchetto scolastico con un sistema di Raggi UV in grado di sanificare anche tutto quello che tocca l’alunno. In Cina questi sistemi sono già adottati da anni all’interno degli ospedali. Le faccio un esempio. Su 100 mila infettati, in Cina, 2600 erano medici e personale sanitario. In Italia, su 100 mila infettati, il numero supera i 6000, più che triplicato.

Oltre a lei, chi lavora alla Saba Tecnology?

Il team, oltre che da me, è composto da mia moglie Claudia Volpe che è l’amministratore Delegato, un ingegnere meccanico, un biologo molecolare e un designer industriale. Poi ci sono anche molti giovani che provengono dal mondo universitario. Speriamo di creare opportunità di lavoro per i giovani ed evitare che emigrino. La nostra è una terra di emigrazione, si sa.

Quest’anno avrebbe dovuto svolgersi l’EXPO che invece è stato rimandato all’Ottobre del 2021. Parteciperà anche la Saba Tecnolgy. Come siete stati scelti?

Il tema dell’EXPO, per il 2021, è l’acqua. Siamo stati contattati per supportare il CNR all’interno del Padiglione Italia dal Commissario del governo che è venuto a conoscenza di questa nostra tecnologia. Su 10 mila aziende da selezionare, siamo stati scelti noi per rappresentare l’eccellenza italiana. Nel padiglione, il CNR realizzerà un orto botanico da 1500 metri quadrati che sarà irrigato con i nostri sistemi di trasformazione dell’aria in acqua. È una grande soddisfazione non solo per noi ma per tutta l’Italia. Una bella ventata di buona immagine per la nostra provincia che spesso è famosa per fatti legati alla criminalità.

Campobello di Mazara si trova in effetti in un territorio abbastanza “delicato” ed è alla ribalta spesso per altro.

Sì ma molti non sanno che a Campobello è stata realizzata la prima serra agricola al mondo totalmente autosufficiente. Adesso stiamo lavorando su una serra a concimazione carbonica.

Di cosa si tratta?

E’ una serra totalmente ermetica nella quale c’è la macchina che genera acqua dall’aria creando il ciclo continuo. L’acqua immessa nel terreno evapora e tutto ricomincia.

Altri progetti?

Stiamo lavorando ad un progetto per contrastare la malaria in Africa. Ogni giorno muoiono circa 1000 persone per punture di zanzare portatrici di questa malattia.

Come si può fare?

E’ un progetto posto all’attenzione di Bill Gates. Si tratta di realizzare un telo alimentato ad energia solare, che emette una carica elettrostatica non nociva per l’uomo ma che elimina le zanzare colpevoli di diffondere la malattia.  Ma non solo. Stiamo lavorando su diversi fronti.

Tiziana Sferruggia

*il prodotto Easy Drop, premiato come miglior progetto per la “conservazione e difesa delle risorse idriche”, in occasione della conferenza “Water Isso In Middel East, Reality and Future, Annual Conference” organizzata dalla Ain Shams University e da International Group For Development and Management (IGDM), e miglior progetto per “preservare e fornire risorse idriche in territori ostili” al “Second Gulf-Arab Youth Forum” organizzato dalla “Kuwait Water Association” e “Arab Planning Institute”.

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