« A Partanna niente coppole e lupare. Piera Aiello ha perso un’occasione» Intervista al sindaco Nicola Catania

Tiziana Sferruggia

« A Partanna niente coppole e lupare. Piera Aiello ha perso un’occasione» Intervista al sindaco Nicola Catania

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giovedì 11 Giugno 2020 - 10:44
« A Partanna niente coppole e lupare. Piera Aiello ha perso un’occasione» Intervista al sindaco Nicola Catania

Che Massimo Giletti faccia incavolare i siciliani non è una novità. Il presentatore torinese, conduttore di Non è l’Arena” in onda su LA7, è spesso accusato di “montare” ad arte dei servizi giornalistici che, a detta di molti siciliani, fornirebbero una visione retrograda della nostra isola, buona solo ad alimentare clichè e polemiche. E’ opinione diffusa che nei servizi mandati in onda la domenica sera, i siciliani, grazie ad un sapiente “lavoro di montaggio”, siano rappresentati come omertosi e antiquati, portatori abituali di coppole e lupare e soprattutto reticenti a “condannare” cosa nostra. La mafia è infatti un argomento spesso trattato nella trasmissione condotta dal buon Massimo Giletti che, dal pulpito di Non è l’Arena, non lesinerebbe dejavù sull’immagine siciliana non corrispondente (o almeno non più) alla realtà. Domenica sera è toccata a Partanna la “palma d’oro” dell’essenza sicula, del brand “cinematografico” più noto, ovvero strade quasi deserte, pochi anziani sulle panchine, (uomini soprattutto), muniti di un italiano incerto, con coppole d’ordinanza calate sui volti scuri. In studio, ospite del programma infatti c’era una partannese doc, famosa per la sua vicenda familiare ed umana, Piera Aiello, la supertestimone di giustizia che, subito dopo l’ammazzatina del marito Vito Atria, narrò al giudice Paolo Borsellino uno spaccato di vita “mafiosa. Piera Aiello, oggi parlamentare dei Cinquestelle, assieme alla cognata Rita Atria poi morta suicida nel luglio del ’92, pochi giorni dopo la morte del giudice palermitano ucciso in via D’Amelio, rappresenta un simbolo di legalità e di cambiamento molto forte. La parlamentare ha ovviamente raccontato la sua commovente storia personale e anche il conflittuale rapporto con la sua amata/odiata Partanna. Ed è proprio qui che si è insinuata ad arte, secondo quanto affermato dal sindaco Nicola Catania, la carrellata distopica della cittadina del Belice. I personaggi intervistati per le vie di Partanna sembrano usciti dai film ambientati nella Sicilia degli anni 50/60, alla “Pietro Germi”per intenderci. Questa scelta, secondo Nicola Catania, “fornisce una visione falsata della realtà partannese e danneggia l’immagine di una comunità da anni impegnata a costruire un nuovo modo di vivere, con sacrifici ed impegno sociale”.

Nicola Catania sindaco di Partanna

Sindaco Catania, a leggere le sue reazioni “a caldo” e a “freddo”, Giletti l’ha fatta proprio arrabbiare.

«Mi ha fatto arrabbiare il servizio che è andato in onda nella sua trasmissione che ha ritratto un’immagine complessiva di una Partanna degli anni ’30/40, addirittura con riprese fatte in altri Comuni e fatte passare per luoghi di Partanna»

Un servizio artatamente contraffato, insomma?

«Alcune delle persone intervistate hanno demenza senile dichiarata. La cosa assurda è che l’amministrazione non è stata neanche avvisata che si stava facendo un servizio sulla città. Questo è un atteggiamento che lascia intendere la volontà di una linea editoriale che mira, in maniera fuorviante, a mostrare una Sicilia degradata e ancorata a vecchi schemi »

Ovvero una Sicilia con siciliani omertosi e conniventi con il malaffare, sindaco?

«Sì, con i siciliani pronti a dire “nenti sacciu e nenti vitti”. Si capisce subito che è un servizio confezionato ad arte, con interviste tagliate e fatte a persone che non rappresentano la comunità partannese»

Come è invece la comunità partannese, sindaco?

«E’ una società che è cresciuta. Da vent’anni si lavora per lanciare Partanna nel panorama culturale nazionale e dove si tiene la terza rassegna più importante della Sicilia dal punto di vista promozionale con artisti sia nazionali che internazionali. A Partanna c’è un coworking, un FAB LAB e si lavora sull’innovazione. Le giovani generazioni già da tempo sono educate a guardare alla legalità e all’arricchimento culturale come ad un bene che porta libertà assoluta libera da condizionamenti e dal malaffare. E “Non è l’Arena” in 60 secondi, per quello che è durato il servizio, ha tentato di annullare 20 anni di lavoro fatto con sacrifici da tutti i cittadini»

Secondo lei, Piera Aiello, come si è comportata durante l’intervista?

«Piera Aiello ha perso un’occasione perchè, pur consapevole di come è Partanna oggi, non ha proferito parola in merito al contenuto del filmato e del servizio. Avrebbe dovuto sottolinearlo»

L’onorevole Aiello quando viene a Partanna come è accolta?

«L’abbiamo sempre accolta con simpatia e con applausi. Abbiamo anche fatto con lei attività nelle scuole per promuovere la legalità. Lei, da sempre, ha collaborato con questa amministrazione. Io stesso mi sono fatto testimone, in lungo ed in largo per l’Italia, nel portare avanti il segnale dell’eredità di Rita Atria»

Il giornalista Alessandro Sallusti, ha calcato la mano tacciando di omertosi i siciliani dopo aver sentito le risposte date all’inviato di “Non è l’Arena”. Lei cosa ne pensa?

«Sallusti ha calcato la mano utilizzando un servizio fasullo per criticare un intero popolo siciliano ma l’ex ministro Nunzia De Gerolamo (ospite fissa del programma ndr) ha messo un pò le cose a posto asserendo che “se la mafia attecchisce facilmente non è un per colpa di una situazione di tessuto sociale e che la mafia e la ‘ndrangheta sono forti anche in Lombardia e in altre zone del nord”. Ha fatto bene, è vero»

Nunzia De Girolamo

Secondo lei che danno arreca un programma del genere alla Sicilia?

« Propugnare queste immagini vanifica il lavoro fatto. Partanna non è più questa»

Una delle persone intervistate dall’inviato di Giletti è un’anziana munita di bastone. La donna, non appena le hanno nominato Piera Aiello lo ha alzato con fare minaccioso e ha detto, in siciliano stretto che glielo avrebbe sbattuto volentieri in testa. ( nà marruggiata n’ testa a stà cretina, ndr)

«Sto facendo delle indagini per capire meglio chi è questa donna anziana. Sono quasi convinto che non sapesse nemmeno di chi si stava parlando. So che ha un certificato di demenza senile da almeno 20 anni e che è una beneficiaria della legge 104. Comunque, si tratta di persone che non fanno vita sociale, che sono chiuse in casa e che sono rimaste ancorate al passato. Guardi, alcuni intervistati, mi hanno detto che avevano detto altre cose che però sono state tagliate. Hanno dato risalto solo a determinate cose e celato altre»

La Aiello però a fine intervista dice che il “suo “sindaco sta facendo un buon lavoro riferendosi a lei, Catania.

«La Aiello si riferiva al problema che ha avuto in merito alla sua situazione di testimone di giustizia, (sulla doppia identità ndr) problema che lei riconosce essere stato risolto da me e dal prefetto. Ma quando Giletti dice “meno male che ha trovato 2 persone intelligenti”, io di questa affermazione, non me ne faccio niente. Io sono qui a tutelare l’immagine della mia città che, ripeto, non è quella fatta passare in trasmissione. Crede che sia un caso che il presidente della Repubbica, Sergio Mattarella, sia venuto qui da noi a Partanna per celebrare il cinquantesimo anniversario del sisma del Belice? Questo basterebbe per certificare la nostra onorabililità»

Lei ha chiesto un confronto con Giletti. La prossima domenica la vedremo a “Non è ‘Arena?

«Fino ad ora non ho sentito nessuno»

Voci di corridoio vogliono Massimo Giletti come candidato sindaco a Torino per la Lega. Lei ci crede?

« Secondo me sta facendo campagna elettorale. Se mi invita in trasmissione io gli dirò che non può fare campagna elettorale sulle spalle della povera gente onesta»

Tiziana Sferruggia

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