Al Sollima “Sciara…”, storia di mafia e di una madre coraggio. Gregorio Caimi: “Vi raccontiamo la nostra Francesca Serio”. E sul Movimento Artistico Marsalese…

redazione

Al Sollima “Sciara…”, storia di mafia e di una madre coraggio. Gregorio Caimi: “Vi raccontiamo la nostra Francesca Serio”. E sul Movimento Artistico Marsalese…

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mercoledì 11 Dicembre 2019 - 07:30
Al Sollima “Sciara…”, storia di mafia e di una madre coraggio. Gregorio Caimi: “Vi raccontiamo la nostra Francesca Serio”. E sul Movimento Artistico Marsalese…

Quella di Francesca Serio, la madre di Salvatore Carnevale, il sindacalista ucciso dalla mafia il 16 maggio 1955, è una vicenda umana e giudiziaria forte. È la storia di una donna che ebbe il coraggio di denunciare la mafia, raccontata nel romanzo di Franco Blandi, “Francesca Serio. La madre” edito da Navarra Editore. Il libro oggi diventa un evento dal titolo “Sciara, prima c’agghiorna” inserito nella Stagione Teatrale del Comune di Marsala, 2019/2020 che andrà in scena domenica 19 aprile alle ore 18, al Teatro Comunale “Eliodoro Sollima”.

Ne abbiamo parlato con il chitarrista Gregorio Caimi, uno dei componenti del Movimento Artistico Culturale marsalese. “E’ uno spettacolo per la regia di Giovanni Carta, con testo drammaturgico dell’attrice Luana Rondinelli e di Franco Blandi – ci dice -. I Musicanti invece accompagneranno i testi con musiche originali e “cunti” di Rosa Balistreri. La nostra visione, come nella storia di Blandi, sposta l’asse su questa donna, Francesca Serio, abbandonata dal marito che per crescere suo figlio va a lavorare nei campi, sui Nebrodi. Fu una delle prime donne a conquistarsi gli stessi diritti dell’uomo lavoratore, ottenendo la stessa paga. A Sciara, piccolo comune del palermitano, il figlio inizia a studiare, in un contesto, quello della Sicilia dell’epoca, dove sono forti gli accordi tra chi governa e la mafia. La riforma agraria, ad esempio, attuata in tutto il Paese, in Sicilia non verrà applicata. Col passare del tempo, quando Salvatore Carnevale diventa un sindacalista che lotta per la classe contadina contro i sopprusi, sua madre, pur nel dolore della perdita di un figlio capisce che lui si è sacrificato per un giusto fine a cui anche lei credeva. Ne prenderà consapevolezza quando al funerale di Salvatore la Chiesa è gremita. Tra i presenti due figure importanti: il poeta Ignazio Buttitta e l’allora deputato Sandro Pertini”.

I mafiosi che hanno ucciso Carnevale, inizialmente condannati nei primi gradi di giudizio, furono assolti in Cassazione per insufficienza di prove. E mentre Pertini non ha mai lasciato sola Francesca Serio nel processo, tra i difensori degli imputati, c’era un altro futuro Presidente della Repubblica: Giovanni Leone. Lo spettacolo teatrale, scritto armonizzando il linguaggio drammaturgico con la testimonianza storica e la musica, propone allo spettatore un’esperienza emozionale coinvolgente. Sul palco I Musicanti formati, oltre che da Gregorio Caimi (chitarre), anche da Dario Li Voti (percussioni), Gianluca Pantaleo (contrabbasso), Natale Montalto (fisarmonica), Enzo Toscano (violoncello), Debora Messina (voce).

La forza di mettere su uno spettacolo così impegnativo, arriva altresì da una stagione estiva che, così come ci racconta Caimi, ha offerto eventi di qualità che hanno registrato il sold out. “Sia la Scurata alle Saline Genna con il Movimento Artistico marsalese – precisa il musicista – sia il Solstizio d’Estate, hanno portato risultati inaspettati. Molte persone da tutta la Provincia chiamavano per poter assistervi. Questo mi porta a dire che Marsala può creare delle attrattive. Il problema sta nella comunicazione e programmazione degli eventi, che deve essere fatta in maniera competente, attenta e in anticipo. Siamo contenti che il Comune abbia poi patrocinato gli eventi del MAC con un piccolo contributo, l’impegno dell’assessore Clara Ruggieri c’è stato. Sarebbe bello però, che l’Amministrazione la prossima estate facesse suo questo cartellone. Sfruttare quello che abbiamo va bene – continua infine Gregorio Caimi -, abbiamo il vino da sfruttare meglio. Ecco perchè pubblico e privato devono lavorare in sinergia, ma l’Ente pubblico deve entrare nel tessuto delle aziende del territorio affinchè queste possano supportare iniziative culturali”.

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