Shoah, in scena “Figli in mutande”. Il regista Graffeo: “I ragazzi sappiano la verità”

redazione

Shoah, in scena “Figli in mutande”. Il regista Graffeo: “I ragazzi sappiano la verità”

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Friday 26 January 2018 - 16:46

L’Amministrazione Di Girolamo tramite l’Assessorato alle Politiche culturali, diretto da Clara ruggieri, ha patrocinato, in occasione della Giornata della Shoah, lo spettacolo teatrale “Figli in Mutande… per una memoria degli Olocausti”, su opera inedita di Francesco Mercandante e con la regia di Massimo Graffeo. Il lavoro teatrale in questi giorni è portato in scena dall’Officina teatrale Tamè, all’Auditorium Giovanni Paolo II del Centro Sociale di Sappusi. Matinè molto partecipati per le scuole e domani sera, 27 gennaio, alle ore 21.30, per la cittadinanza, ad ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. Ad addentrarsi nello spettacolo, il regista marsalese Massimo Graffeo.

“Si parla di Olocausti perchè, nei giorni della memoria della Shoah, abbiamo voluto rappresentare tutti i genocidi della storia anche attuale. Perchè anche quello che stanno vivendo i palestinesi oggi si chiama Olocausto”, ha affermato l’attore. Il massacro di Srebrenica del 1995, in cui persero la vita ottomila musulmani bosgnacchi in seguito alla pulizia etnica ordinata dal generale servo Mladic, non può non essere considerato Olocausto. “I nostri ragazzi – ha continuato – devono conoscere le verità che si celano dietro la Storia, che le guerre nascono principalmente per motivi economici, perchè muovono le economie e gli interessi dei potenti del mondo. Lo spettacolo vuole essere un momento di riflessione, se è vero che non c’è memoria senza la morte”.

“Figli in mutande” è un titolo singolare, “… ma vuole significare proprio la perdita di coscienza, di possibilità di reazione…proprio quando si dice che si rimane in mutande, privi di tutto. Ma alla fine c’è anche una redenzione, esiste una speranza – ha raccontato Graffeo -. Nella messa in scena, questa speranza viene rappresentata dal rapporto che l’uomo ha con un bambino che ha perso i genitori. L’uomo si rivede da piccolo e decide di proseguire con lui un cammino, un viaggio nella disperazione comune”. Due solitudini che si incontrano. Sul palco recitano Cinzia Bochicchio, Stefano Calandro, Giulio Culicchia, Adelaide Del Puglia, Massimo Graffeo, Marilena Li Mandri, Tommaso Rallo. L’assistenza alla regia è affidata a Pietro La Rosa.

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