Violenza di genere, firmato a Catania il protocollo tra UDEPE e CUAV: “Insieme per proteggere le donne, ecco come funzionerà”

Daniele D'Alessandro

Violenza di genere, firmato a Catania il protocollo tra UDEPE e CUAV: “Insieme per proteggere le donne, ecco come funzionerà”

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Daniele D'Alessandro |
lunedì 12 ottobre 2026 - 11:44
Violenza di genere, firmato a Catania il protocollo tra UDEPE e CUAV: “Insieme per proteggere le donne, ecco come funzionerà”

Violenza sulle donne - foto imagoeconomica Daniele D'Alessandro 12 Ottobre 2026, 13:44 Un nuovo protocollo...

12 Ottobre 2026, 13:44

Un nuovo protocollo per combattere e stoppare la violenza contro le donne. Negli scorsi giorni, è stata firmata infatti l’intesa tra l’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Catania (UDEPE) e il CUAV (Centro per Uomini autori di violenza) “Il primo Passo” dell’APS Centro FamigliE. Un patto, questo, che formalizza oltre quattro anni di collaborazione tra i due enti sul territorio. A siglare l’intesa, nella sede dell’associazione catanese di via Giovanni Lavaggi 7, il presidente del Centro il dottor Antonello Arculeo, psicologo e psicoterapeuta, e la dirigente dell’Udepe dottoressa Maria Pia Fontana. Un patto di collaborazione che mette in rete anche l’ULEPE (Ufficio locale di Esecuzione Penale Esterna) di Siracusa. L’obiettivo è rendere strutturale l’invio degli autori di violenza di genere, fisica o psicologica, in ambito familiare o affettivo, ai programmi di recupero previsti dall’articolo 165 comma 5 del Codice Penale.

Come funziona il protocollo

L’Ufficio Distrettuale di Catania e l’Ufficio locale di Siracusa, così come siglato nel documento, comunicheranno al condannato l’obbligo di attivare il programma di recupero, con la possibilità di svolgerlo al CUAV “Il Primo Passo”. Il CUAV, dal canto suo, s’impegna a prendere in carico l’uomo, a predisporre un percorso psicoeducativo personalizzato e a relazionare periodicamente all’autorità giudiziaria sull’andamento del programma. Un modello integrato che non si limita alla sanzione penale ma che pone l’accento sul comportamento violento favorendo la consapevolezza della gravità degli atti commessi per ridurre il rischio di recidiva.

Il CUAV: “Protocollo con UDEPE certifica collaborazione fruttuosa”

“L’intervento CUAV è ormai preciso e legiferato, nei minimi particolari – spiega il dottor Arculeo al QdS.it -. UDEPE Catania controllerà il nostro lavoro, lo costruiremo insieme camminando di pari passo. La collaborazione va ormai avanti da tanti anni, è ormai definita. La dottoressa Fontana è molto in gamba, apprezzata e conosciuta per le sue capacità. Abbiamo definito un protocollo e formalizzato un’intesa che, come detto, già va avanti da tempo. Tutto ciò in un momento in cui le violenze sulle donne sono purtroppo all’ordine del giorno. Allo stesso tempo, tuttavia, abbiamo registrato una crescita costante per quanto riguarda il nostro servizio: circa il 30%, delle persone chiedono infatti di intraprendere un percorso con noi. Abbiamo già superato i numeri, già molto alti, del 2025. Mi riferisco soprattutto al lavoro primario del Cuav, quello con soggetti sottoposti a provvedimento giudiziario con pena inferiore ai due anni e con le persone raggiunte da ammonimento dalla Questura. La legge – ricordiamo – permette, quando la pena è sotto i due anni, di intraprendere percorsi esterni alla detenzione con noi. Il CUAV per scelta ha deciso di non occuparsi di questioni all’interno del carcere, che prevedono modalità operative totalmente differenti”.

“La firma di questo protocollo è un momento importante perché credo sia fondamentale dare una cornice istituzionale a questo percorso, per rendere più forte e significativo il nostro impegno quotidiano nel contrasto alla violenza maschile contro le donne. Percorso che, nel territorio etneo, è iniziato otto anni fa”, aggiunge.

Fontana (UDEPE Catania): “Saremo sentinella nel caso di irregolarità”

“Questo protocollo – ha sottolineato la dirigente dell’Udepe Maria Pia Fontana – è frutto di un’operatività che si è consolidata attraverso la prassi quotidiana con un confronto costante tra gli operatori. I contenuti dell’accordo non riflettono format generici o statici ma sono l’esito di una collaborazione sul campo dinamica, un lavoro ‘artigianale’ ritagliato sui bisogni della nostra utenza e sono il risultato di una condivisione concreta di metodi e strumenti”.

E precisa: “Compito dell’Udepe è fungere da sentinella nel caso in cui si verifichino situazioni di irregolarità durante il percorso. La nostra funzione demandata al gruppo interdisciplinare Codice Rosso, composto da assistenti sociali, psicologi e agenti di polizia penitenziaria, non è solo di garanzia e supervisione complessiva e di valutazione sui risultati dei percorsi di recupero ma di sicurezza sociale. Un lavoro sinergico per garantire percorsi di qualità agli autori di violenza di genere, percorsi che tutelano le vittime e la comunità tutta”.

Nella sede di via Lavaggi, alla firma del protocollo di collaborazione erano tra gli altri presenti la dottoressa Simona Carla Verborosso, dirigente polizia penitenziaria di Catania, e la dottoressa Barbara Murabito, responsabile area misure e sanzioni di comunità Udepe Catania. Dell’équipe Cuav “Il Primo Passo” invece erano presenti la dottoressa Valeria Squatrito, psicologa e psicoterapeuta, il dottor Salvatore Scardilli, psicologo e piscoterapeut,a e l’avvocata Valentina Armenia.

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Fonte: QdS.it