Tommaso Vendemmia, segretario provinciale SIAP. Foto da profilo FacebookTommaso Vendemmia, segretario provinciale SIAP Emanuela La...
“Quando si distribuisce il personale il ministero dell’Interno non può dimenticare che in Sicilia esiste ancora la mafia. E oggi alcuni gruppi sembrano non avvertire più neppure la necessità di inabissarsi: tornano a mostrare armi da guerra, a contendersi il territorio e a sfidare apertamente lo Stato”.
La crescente pressione della criminalità e la carenza di personale nella polizia di stato tornano al centro del dibattito sulla sicurezza a Catania. Il sindacato di polizia di Catania rivolge un appello al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e al presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno. Si chiede un’iniziativa straordinaria nei confronti del Governo nazionale per rafforzare gli organici nell’Isola.
La richiesta arriva dopo l’aggressione subita da tre poliziotti durante un’operazione antidroga nel quartiere San Cristoforo, episodio che il sindacato colloca all’interno di un contesto caratterizzato da sparatorie, armi da guerra, gruppi criminali in lotta per il controllo del territorio e piazze di spaccio trasformate in fortini.
“La Sicilia non merita meno”
Secondo il Siap il problema non riguarda soltanto il recente episodio di violenza contro gli agenti, ma una recrudescenza criminale che incide quotidianamente sulla vita dei cittadini.
“Milano e le grandi città del Nord meritano sicurezza e rinforzi, ma la Sicilia non ne merita meno. Il fenomeno dei cosiddetti “maranza” richiede attenzione, ma quando si distribuisce il personale il Ministero dell’Interno non può dimenticare che in Sicilia esiste ancora la mafia. E oggi alcuni gruppi sembrano non avvertire più neppure la necessità di inabissarsi: tornano a mostrare armi da guerra, a contendersi il territorio e a sfidare apertamente lo Stato”, si legge in una nota.
Organici ridotti e carenza di personale
Il sindacato richiama anche i dati sulle assegnazioni di personale. All’inizio del 2026, riferisce il Siap, alla Sicilia furono destinate 336 unità, un numero inferiore a quello assegnato alla sola città di Milano, mentre tra i circa sette mila nuovi agenti entrati in servizio nessuno sarebbe stato destinato all’Isola.
Una situazione che continua a pesare su una regione con quasi cinque milioni di abitanti e un territorio esteso, chiamata a confrontarsi con una criminalità organizzata radicata. “Non chiamateli rinforzi: sono rimpiazzi e non bastano neppure a sostituire chi va in pensione o viene trasferito”.
Il Siap evidenzia inoltre come gli organici si siano progressivamente ridotti, con uffici che oggi opererebbero con dotazioni quasi dimezzate rispetto al passato pur mantenendo carichi di lavoro invariati o addirittura crescenti. Nella provincia di Catania, stando alle stime, la carenza complessiva sarebbe arrivata a circa 400 unità.
La campagna “I blitz del Siap”
Le criticità emergono anche dalla campagna di ascolto e confronto ironicamente denominata “I blitz del Siap”, avviata direttamente nei luoghi di lavoro. Dagli incontri, riferisce l’organizzazione, emerge una carenza diffusa di personale alle volanti, alla squadra mobile, nei commissariati e negli altri uffici, con dipendenti amministrativi impiegati nei servizi esterni, turni moltiplicati e un ricorso costante allo straordinario, parte del quale risulterebbe ancora in attesa di pagamento dal 2024.
Il Siap riconosce la vicinanza espressa da Schifani e Galvagno dopo l’aggressione ai tre agenti e apprezza iniziative come la gratuità del trasporto pubblico per il personale in servizio, ma ritiene necessario un ulteriore passo sul piano politico e istituzionale.
Le richieste a Schifani e all’Ars
Il sindacato chiede un incontro con una delegazione sindacale e un’iniziativa formale nei confronti del ministero dell’Interno per ottenere assegnazioni straordinarie e strutturali di personale alla polizia di stato di Catania. Sollecita inoltre che la situazione venga portata all’attenzione dell’Ars e della commissione regionale Antimafia, valutando un’audizione dedicata alla recrudescenza criminale e alle risorse necessarie per contrastarla.
“La politica dimostri concretamente la propria vicinanza ai cittadini mettendo chi serve lo Stato nelle condizioni di proteggerli. Senza uomini, mezzi e strutture adeguate, anche il migliore piano per la sicurezza resta soltanto sulla carta. Catania non può essere lasciata sola“.
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