Caro carburanti, si fermano gli autotrasportatori siciliani: stop dal 16 ottobre. Le imprese: “Disponibili al confronto”

Marco Cavallaro

Caro carburanti, si fermano gli autotrasportatori siciliani: stop dal 16 ottobre. Le imprese: “Disponibili al confronto”

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Marco Cavallaro |
sabato 10 ottobre 2026 - 10:04
Caro carburanti, si fermano gli autotrasportatori siciliani: stop dal 16 ottobre. Le imprese: “Disponibili al confronto”

Protesta autotrasportatori blocco merci, conferenza a Catania Marco Cavallaro 10 Ottobre 2026, 12:04 Le imprese...

10 Ottobre 2026, 12:04

Le imprese dell’autotrasporto siciliane fermeranno i mezzi dalle ore 00.00 del 16 ottobre alle ore 00.00 del 22 ottobre 2026. Secondo quanto riferisce un comunicato diramato da Confindustria Catania, la decisione è stata assunta all’unanimità al termine di mesi di confronto istituzionale che non hanno prodotto le risposte attese.

Caro carburanti, gli autotrasportatori si fermano: le motivazioni dietro lo sciopero dal 16 ottobre (fino al 22)

Alla base della protesta c’è una condizione economica divenuta insostenibile. Il prezzo medio mensile del gasolio per autotrazione rilevato dal Mase è cresciuto di circa 0,35 euro al litro rispetto a febbraio, superando i 2,16 euro a settembre. Per un solo veicolo pesante che percorra 100.000 chilometri l’anno, l’aggravio supera gli 8.000 euro in otto mesi. A questo si somma, per le sole imprese insulari, il ribaltamento sulle tariffe marittime degli oneri del sistema ETS e degli adeguamenti carburante applicati dagli armatori: lo stesso viaggio viene colpito due volte. Sul fronte dei sostegni, la prima annualità del Sea Modal Shift, che doveva essere liquidata entro luglio, non è stata ancora corrisposta. Le risorse stanziate hanno coperto circa un quinto del fabbisogno dichiarato dalle imprese, riducendo il contributo unitario da 30 centesimi a poco più di 6 centesimi per veicolo-chilometro. Gli impegni assunti nell’incontro di aprile presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono rimasti disattesi.

Autotrasportatori in sciopero nei prossimi giorni. Nicosia di Confindustria Catania: “Cinque giorni senza trasporti significano scaffali vuoti”

“Diamo atto al Governo regionale di avere stanziato risorse e di avere aperto un confronto serio”, dichiara Sonia Nicosia, presidente della Sezione Trasporti di Confindustria Catania. “Ma una parte consistente di quelle somme resta subordinata all’autorizzazione europea, e nel frattempo le imprese pagano il gasolio ogni giorno, in anticipo e per intero. Il fermo non è un atto contro qualcuno: è il modo per rendere visibile ciò che accade quando i camion si fermano. Cinque giorni senza trasporto significano scaffali vuoti, produzione ferma, merce deperibile persa. È il valore di un lavoro che tutti danno per scontato finché c’è”. Le richieste del comparto sono precise: la liquidazione immediata della prima annualità del Sea Modal Shift e un calendario certo per la seconda; risorse aggiuntive sulla terza annualità, con la destinazione dei proventi ETS al rifinanziamento della misura; tempi definiti per la notifica alla Commissione europea della quota dei contributi regionali eccedente il regime de minimis, con la garanzia che quelle somme non si traducano in economie di bilancio; l’estensione del periodo agevolabile al 31 dicembre 2026; l’apertura di un tavolo permanente sull’insularità e sui maggiori oneri del trasporto combinato strada-mare.

Nicosia: “Restiamo disponibili al confronto fino all’ultimo”

“Restiamo disponibili al confronto fino all’ultimo minuto”, conclude Nicosia. “Se arriveranno risposte concrete, siamo pronti a sospendere l’iniziativa. Ma non possiamo più accettare che si risponda agli impegni assunti con altri impegni. Se allo scadere del 22 ottobre non avremo ottenuto riscontri, il fermo proseguirà a oltranza. Non è una minaccia, è la conseguenza di una condizione che non lascia alle imprese alcun margine ulteriore”.

Il comparto annuncia pertanto che, in assenza di risposte concrete entro il termine dell’iniziativa, il fermo proseguirà fino all’apertura di un tavolo risolutivo. Durante il fermo saranno garantite le prestazioni indispensabili previste dalla normativa vigente, a tutela della collettività.

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Fonte: QdS.it