Carlo Alberto Tregua e Sabino CasseseCarlo Alberto Tregua e Sabino Cassese Carlo Alberto Tregua 10...
Oggi pubblichiamo un memorabile forum, uno dei più interessanti che io abbia fatto su oltre tremila in questi quasi cinquant’anni di direttore. Ho avuto il piacere di stare insieme al professore Sabino Cassese per circa un’ora e ho respirato un’aria pulita, di enorme intelligenza, cultura e competenza.
Meravigliarmi non è facile alla mia età eppure sono uscito da quelle stanze arricchito per l’ampiezza e la profondità degli argomenti. Mi preme evidenziarne alcune parti.
Ricordate la favola di Fedro Superior stabat lupus (il lupo stava in alto)? Racconta di un lupo che accusò un agnello, che si abbeverava allo stesso torrente, di sporcargli l’acqua, anche se si trovava più in alto dello stesso. Essa descrive le situazioni di prevaricazione immotivate da parte dei potenti sui più deboli.
Parlamento italiano: quali requisiti per diventare deputati e senatori
Ecco, nella parte superiore delle nostre istituzioni c’è il Parlamento, nel quale sono allocati duecento senatori e quattrocento deputati, per effetto di una benefica legge fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Ebbene, non vi sono particolari caratteristiche o requisiti cui devono rispondere i candidati al Parlamento; basta che sappiano leggere e scrivere.
Ora, il Parlamento rappresenta, o dovrebbe rappresentare, il massimo della cultura nazionale, del buonsenso, della capacità progettuale e previsionale; il tutto si dovrebbe estrinsecare nel modo di fare le leggi, che sono i capisaldi del funzionamento della società italiana.
Leggi italiane incomprensibili: il confronto con la Francia
Ebbene, le leggi italiane sono redatte e approvate in modo quantomeno stravagante, così mi ha detto il professore Cassese, e mi ha ricordato che invece, in Francia, le leggi sono classificate in una sorta di contenitori, che sono sempre lo stesso numero. Per cui, quando una legge del contenitore subisce delle modifiche, quella nuova viene inserita nello stesso contenitore. O se una legge disciplina una materia nuova (senza alcuna precedente) viene creato un nuovo contenitore.
Il modo italiano di fare le leggi, citando virgole, lettere, commi e articoli di tante altre leggi, è fatto apposta per ingannare i cittadini, i quali dovrebbero, invece – leggendo la legge – comprenderla subito. Dal che ricordiamo il monito del presidente Mattarella al Parlamento: “Scrivete le leggi in italiano”.
Pubblica amministrazione: meritocrazia e competenza
Cassese ha poi messo in atto l’altra questione fondamentale, dopo quella istituzionale, e cioè che la Pubblica amministrazione (Pa) dovrebbe funzionare secondo il principio della meritocrazia e della competenza, ambedue basate sulle conoscenze e sulla cultura. Ma questi requisiti sono quasi assenti nella Pa, con la conseguenza che vanno avanti i soggetti che fanno parte della cultura del favore e non quelli che fanno parte della cultura del merito.
I capaci e i meritevoli dovrebbero occupare i vertici delle Pa, ma, appunto, non è così. Del resto, un indice del calo di professionalità è il calo dei laureati del 2025 rispetto a dieci anni prima.
L’ignoranza della classe dirigente, mi diceva Cassese, è uno degli elementi di disuguaglianza del Paese, difetto che si somma a quello precedentemente indicato che è la cultura del favore. Vi è da precisare, però, che essa è diffusa parecchio da Roma in giù e meno da Perugia in su. Non si capisce perché i meridionali subiscano questo stato di cose; forse perché mentalmente ne fanno parte.
Burocrazia inefficiente: le conseguenze per imprese ed economia
Ovviamente, la disfunzione della classe istituzionale e di quella burocratica ha pesanti riflessi sull’altra parte del Paese che produce: il manifatturiero, i servizi, il turismo, l’agricoltura, il commercio, l’artigianato e così via. Ciò accade perché, per un verso o per l’altro, tutti questi settori debbono avere un rapporto con le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche per ottenere autorizzazioni, valutazioni, documentazioni e via elencando.
Conseguentemente, la disfunzione cronica che c’è nelle Pa si riflette in ritardi e insufficienze che frenano l’attività di coloro che producono ricchezza, sulla quale vengono corrisposte le imposte, che poi reggono il bilancio dello Stato e degli enti territoriali.
Al riguardo, bisogna ricordare che il Censis, sui dati Istat (purtroppo arretrati perché risalenti al 2023), certifica ulteriormente l’economia sommersa in circa duecento miliardi e l’evasione fiscale in circa cento miliardi. Anche questi fattori negativi sono conseguenza dell’inefficienza legislativa, cioè del Parlamento, e burocratica, cioè della Pa.
