In Valle Aurina l’autunno segue il ritorno dagli alpeggi delle mandrie

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In Valle Aurina l’autunno segue il ritorno dagli alpeggi delle mandrie

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sabato 10 ottobre 2026 - 9:34
In Valle Aurina l’autunno segue il ritorno dagli alpeggi delle mandrie

Redazione 10 Ottobre 2026, 11:34 Milano, 10 ott. (askanews) – Il ritorno delle mandrie dagli...

10 Ottobre 2026, 11:34

Milano, 10 ott. (askanews) – Il ritorno delle mandrie dagli alpeggi scandisce l’autunno in Valle Aurina, dove il 17 e 18 ottobre 2026, a Riva di Tures, si svolgerà la “Festa d’Autunno” dedicata al Kiehkemma, la tradizionale discesa del bestiame dai pascoli d’alta quota. Gli animali, ornati con corone di fiori, sfileranno durante una manifestazione accompagnata da musica e specialità gastronomiche locali. La ricorrenza segna la conclusione della stagione trascorsa in montagna, quando gli allevatori riportano il bestiame nelle stalle prima dell’inverno.

L’alpeggio è una pratica strettamente legata alle condizioni climatiche e alla disponibilità di foraggio. Durante l’estate, mentre gli animali pascolano in quota, nei fondovalle si raccoglie il fieno destinato ai mesi freddi. Questa alternanza consente di sfruttare i prati a diverse altitudini e contribuisce al mantenimento delle superfici aperte, che in assenza di pascolo e sfalcio possono essere gradualmente occupate da arbusti e alberi. Dietro la dimensione festiva del Kiehkemma rimane dunque un’organizzazione del lavoro agricolo che ha modellato per generazioni il paesaggio delle vallate alpine.

L’area della Valle Aurina comprende i comuni di Campo Tures , Valle Aurina, Predoi e Selva dei Molini, in un territorio circondato da numerose cime superiori ai tremila metri. In ottobre, i larici assumono tonalità dorate prima di perdere gli aghi, mentre sui versanti si alternano boschi, prati da sfalcio e pascoli d’altitudine. I masi, distribuiti lungo i pendii e nei fondovalle, testimoniano una presenza agricola che ha dovuto adattarsi alla brevità della stagione vegetativa e alle difficoltà dei collegamenti.

Accanto all’allevamento, altre attività hanno contribuito alla storia economica della valle. A Predoi, l’estrazione del rame ha rappresentato per secoli una fonte di occupazione. La cessazione dell’attività mineraria fu seguita dallo sviluppo del merletto a tombolo, che offrì nuove possibilità di reddito, soprattutto alle donne del paese. La lavorazione, eseguita intrecciando fili mediante fuselli di legno, è praticata ancora oggi. Le antiche gallerie, accessibili attraverso un trenino minerario, conservano la memoria del lavoro sotterraneo e del ruolo che la miniera ebbe nella vita della comunità.

A Selva dei Molini, i vecchi mulini ad acqua raccontano un diverso aspetto della vita rurale. La corrente dei torrenti veniva utilizzata per azionare le macine e trasformare i cereali in farina, secondo un sistema che sfruttava la forza dell’acqua prima della diffusione dei macchinari moderni. Queste strutture documentano l’importanza delle coltivazioni locali e delle tecniche sviluppate per utilizzare le risorse disponibili in un ambiente montano.

Alla cultura dell’allevamento appartiene anche il Graukase, il formaggio grigio della Valle Aurina riconosciuto come Presidio Slow Food. Ottenuto da latte vaccino scremato, ha un contenuto di grassi molto basso e un sapore intenso, che si accentua con la maturazione. La sua produzione rispondeva all’esigenza di utilizzare il latte rimasto dopo la separazione della panna destinata al burro, un alimento che aveva un particolare valore nell’economia domestica contadina. Questa lavorazione, tramandata nel tempo, è tuttora presente nella cucina locale e conserva un legame diretto con le pratiche casearie delle comunità alpine.

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Fonte: QdS.it