Frana Niscemi: il precipizio divora una palazzina di tre piani

Martina Tolaro

Frana Niscemi: il precipizio divora una palazzina di tre piani

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Martina Tolaro |
sabato 31 gennaio 2026 - 15:20
Frana Niscemi: il precipizio divora una palazzina di tre piani

La frana di NiscemiLa frana di Niscemi La frana a scorrimento che ha colpito Niscemi...

La frana a scorrimento che ha colpito Niscemi in provincia di Caltanissetta lo scorso 25 gennaio, costringendo lo sfollamento di oltre 1.500 persone, provoca ulteriori danni. Lo stato di emergenza, infatti, può definirsi ancora attivo. Il maltempo infatti peggiora la situazione con piogge senza sosta di 48 ore consecutive che rendono ancora instabile l’area interessata. Si registrano infatti nuovi crolli lungo la striscia di terra colpita dal disastro, estesa lungo un fronte di circa 5 km. Una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci è finita nel precipizio, che ha già inghiottito altre abitazioni. L’edificio era a pochi metri dall’immagine simbolo dell’auto rimasta sospesa sull’orlo del dirupo.

Un rischio già “annunciato”

Il disastro che mette in ginocchio il comune di Niscemi e che insieme al ciclone Harry ha flagellato ulteriormente la regione siciliana – facendo il giro del mondo attraverso le immagini del disastro pubblicate sui social media – è da considerarsi una tragedia ampiamente prevedibile ed evitabile, che fotografa una storia di inazioni durata decenni, nonché di pianificazioni territoriali inadeguate e urbanizzazione coatta e irresponsabile per la già nota incompatibilità di costruzione sopra un’area geologicamente instabile.

Massimiliano Conti, sindaco di Niscemi: “La colpa non è della natura”

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti sottolinea durante un’intervista al Corriere della Sera che le colpe di questo disastro “certamente non sono della natura. Qui l’uomo ha delle responsabilità perché qualcosa si poteva fare”. Il primo cittadino, infine, ascrive le responsabilità dello smottamento del terreno al ritardo dei fondi statali. “Abbiamo ottenuto i fondi della frana del 1997, quelli della seconda e terza fase, soltanto nel dicembre del 2025, cioè 28 anni dopo”.

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Fonte: QdS.it