Fase 2 Meloni domani alla prova delle Camere. “Orgogliosi, governo avanti”

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Fase 2 Meloni domani alla prova delle Camere. “Orgogliosi, governo avanti”

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mercoledì 08 aprile 2026 - 19:32
Fase 2 Meloni domani alla prova delle Camere. “Orgogliosi, governo avanti”

Roma, 8 apr. (askanews) – La richiesta delle opposizioni da cui tutto è partito, in...

Roma, 8 apr. (askanews) – La richiesta delle opposizioni da cui tutto è partito, in realtà, nasceva dal terremoto nell’esecutivo seguito al referendum. Difficile, tuttavia, che la situazione in Iran e Medio Oriente non finisca per farla da padrona, soprattutto dopo gli attacchi di Israele in Libano che la hanno costretta a una presa di distanza pubblica mai così netta.

Domani Giorgia Meloni sarà in Parlamento per una “informativa sull’azione di governo”: alle 9 alla Camera e alle 13 in Senato la premier cercherà di dimostrare che la batosta seguita all’esito della consultazione sulla giustizia, con le conseguenti dimissioni (richieste) di Delmastro, Bartolozzi e Santanché non hanno scalfito il suo lavoro a palazzo Chigi, né che lo faranno le notizie che parlano di continguità tra il suo partito ed esponenti del clan dei Senese (che vengono giudicate solo “fango) o della relazione del suo ministro dell’Interno con Claudia Conte, rivelata dalla diretta interessata.

La premier – assicura chi ci è riuscito a parlare nelle ultime ore – farà un discorso in cui rivendicherà quanto fatto finora e ribadirà di avere l’intenzione di voler andare avanti verso l’orizzonte di fine legislatura (e di conseguenza verso il record di longevità). “Il governo continua a lavorare per aiutare cittadini e chi lavora e produce”, mette nero su bianco commentando il via libera definitivo al decreto bollette. A differenza di quanto accade con le comunicazioni che è tenuta a effettuare prima dei Consigli europei, in questo caso il discorso di Meloni non sarà sottoposto al giudizio dell’aula, dal momento che non si voterà su risoluzioni. Allo stesso tempo non sono previste repliche, quelle in cui – la storia dimostra – il clima con l’opposizione tende a infervorarsi maggiormente.

E, tuttavia, non sarà un semplice passaggio formale quello della premier di domani, anche se l’iter parlamentare adottato punta esattamente a non farlo assomigliare troppo a una rinnovata richiesta di fiducia. In queste settimane Meloni ha cercato di risolvere alcune delle questioni lasciate in sospeso, a cominciare dalla nomina del nuovo ministro del Turismo, affidato a Gianmarco Mazzi e in queste ore si dovrebbe chiudere anche la partita delle nomine dove – viene spiegato – sono fondamentalmente due le caselle su cui ancora si lavora: quella dell’Ad di Leonardo, dove si va verso l’addio di Roberto Cingolani, e quella di presidente dell’Eni (mentre Claudio Descalzi resta saldo al suo posto). Palazzo Chigi ha anche fatto sapere in anticipo che nel Consiglio dei ministri di domani pomeriggio sarà varato un primo stanziamento per affrontare l’emergenza sulla rete stradale e ferroviaria causata dalla frana in Molise. E, tuttavia, resta delicatissimo il fronte internazionale, con la conseguente crisi energetica, con l’opposizione che ha già fatto sapere di aspettarla al varco, soprattutto in merito al suo rapporto con Donald Trump. “Domani Meloni verrà in Aula: per lei doveva essere il primo step del rilancio, per noi deve essere il momento in cui sveliamo definitivamente e certifichiamo l’inadeguatezza e il fallimento del governo”, la linea del Pd.

La tregua di due settimane decisa ieri, aveva probabilmente fatto sperare alla presidente del Consiglio di potersi presentare alle Camere con un quadro migliore di quello degli ultimi 38 giorni. In mattinata Meloni ha firmato una dichiarazione congiunta con i leader di Europa e Canada per chiedere che ora si proceda verso la negoziazione di “una fine rapida e duratura della guerra” utilizzando la via diplomatica. Parole cadute nel vuoto di fronte all’attacco che Israele ha sferrato a Beirut oltre che agli spari contro il contingente italiano dell’Unifil che la premier giudica “inaccettabile” e su cui pretende chiarimenti da Tel Aviv. “I continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente”, si legge in una nota.

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Fonte: QdS.it