Dazi,Commissione Ue:ecco quali chiarimenti attendiamo dagli Usa

Redazione

Dazi,Commissione Ue:ecco quali chiarimenti attendiamo dagli Usa

Condividi su:

Redazione |
mercoledì 25 febbraio 2026 - 20:32
Dazi,Commissione Ue:ecco quali chiarimenti attendiamo dagli Usa

Roma, 25 feb. (askanews) – Bruxelles, 25 feb. (askanews) – Il portavoce per il Commercio...

Roma, 25 feb. (askanews) – Bruxelles, 25 feb. (askanews) – Il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, ha inviato alla stampa questo pomeriggio una dichiarazione in cui precisa che cosa esattamente l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti chiariscano riguardo all’accordo di Turnberry sui dazi, in modo che entrambe le parti possano procedere alla sua attuazione.

L’accordo raggiunto l’estate scorsa a Turnberry, in Scozia (poi formalizzato da una “dichiarazione congiunta”) è stato rimesso in discussione dalla sentenza della Corte Suprema di venerdì scorso, 20 febbraio, che ha bocciato la base giuridica usata dall’Amministrazione americana per i dazi all’importazione di gran parte dei prodotti europei negli Stati Uniti. Questi dazi, secondo la “dichiarazione congiunta”, dovevano avere un’aliquota massima del 15% (contro l’azzeramento dei dazi europei sulla maggior parte dei prodotti industriali Usa).

Ma successivamente il presidente Trump ha deciso l’imposizione generalizzata, con un’altra base giuridica, di nuovi dazi temporanei per il 10% sulle importazioni, aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti con i paesi che godono della clausola Npf, ovvero di “nazione più favorita”. I dazi Npf per la maggior parte dei prodotti dell’Ue sono inferiori al 5%, e quindi, sommandoli ai nuovi dazi Usa aggiuntivi del 10%, si resterebbe sotto la soglia massima concordata del 15%. Per alcuni prodotti europei, tuttavia, i dazi Npf superano il 5%, e in questi casi è necessario che gli Stati Uniti spieghino come intendano rispettare il tetto “onnicomprensivo” al 15% previsto nella “dichiarazione congiunta”.

Inoltre, la Commissione europea si aspetta anche che l’Amministrazione Usa chiarisca come procederà dopo la scadenza dei nuovi dazi temporanei fissati al 10% (con la nuova base giuridica, hanno una durata limitata a 150 giorni), sempre per garantire il rispetto dell’accordo con l’Ue e “la stabilità e prevedibilità” di cui gli operatori di entrambe la parti hanno bisogno per continuare a sviluppare il commercio transatlantico. á á á á á á “A partire dal 24 febbraio – ricorda Gill nella sua dichiarazione -, sono entrati in vigore i dazi statunitensi annunciati nella Proclamazione del 20 febbraio sulla ‘Imposizione di un supplemento temporaneo all’importazione per affrontare problemi fondamentali dei pagamenti internazionali. L’aliquota applicabile è del 10%, in aggiunta ai dazi Npf esistenti. Alcune categorie di prodotti – spiega Gill – rimangono esenti, come aeromobili e componenti di aeromobili, prodotti farmaceutici e prodotti energetici”. Inoltre, “non è previsto alcun cumulo con i dazi esistenti della Sezione 232 (ad esempio su acciaio, automobili, camion, legname)”.

Come ha la Commissione aveva già sottolineato con una nota domenica scorsa, 22 febbraio, ricorda il portavoce, “l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti onorino i propri impegni stabiliti nella Dichiarazione congiunta (l’accordo con gli Usa, ndr), così come l’Ue mantiene i propri impegni. In particolare, i prodotti dell’Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti dei dazi oltre il massimale chiaro e onnicomprensivo precedentemente concordato”, ovvero il 15%.

“Per quanto riguarda le esportazioni dell’Ue verso gli Stati Uniti – rileva Gill -, nella maggior parte dei casi il dazio Npf è inferiore al 5%. Tuttavia, per una percentuale limitata (il 7%) di queste esportazioni verso gli Usa, il dazio Npf è superiore al 5%”.

Questo significa, aveva spiegato lo stesso Gill durante il briefing quotidiano per la stampa, oggi a Bruxelles, che la somma con i nuovi dazi del 10% porterebbe in questi casi a un’aliquota superiore al 15%. “Pertanto, logicamente, se gli Stati Uniti si sono impegnati a rispettare gli accordi, allora dovranno rispettare la soglia del 15%. Stiamo aspettando che ci spieghino in modo chiaro e dettagliato come questo funzionerà”.

“Gli Stati Uniti – si legge ancora nella nota diffusa dal portavoce della Commissione – hanno dato chiare indicazioni che i termini dei loro accordi, come la Dichiarazione congiunta Ue-Usa, saranno rispettati. Pertanto l’Ue continua a collaborare con gli Stati Uniti per garantire che ciò avvenga e per ottenere chiarezza sulle misure concrete che garantiranno la certezza giuridica e operativa”.

“Inoltre – aggiunge Gill -, gli Stati Uniti hanno descritto la situazione attuale come una fase di transizione, che durerà fino a 150 giorni. Anche in questo caso, l’Ue sta dialogando con gli Stati Uniti affinché forniscano chiarezza il più rapidamente possibile su eventuali ulteriori misure che potrebbero adottare” dopo la scadenza di questo termine”.

D’altra parte, “continuiamo anche a negoziare ulteriori esenzioni sui dazi, in linea con il nostro approccio coerente in materia di attuazione della Dichiarazione congiunta. La Commissione – sottolinea il portavoce – garantirà sempre la piena tutela degli interessi dell’Unione europea. Le aziende e gli esportatori dell’Ue devono beneficiare di un trattamento equo, prevedibilità e certezza del diritto”.

“La Commissione continua a consultarsi strettamente con il Parlamento europeo e gli Stati membri. La posizione espressa nella nostra dichiarazione del 22 febbraio gode di un ampio sostegno”, riferisce ancora Gill, e conclude ricordando che ieri il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, parlando all’Europarlamento, aveva osservato come sia “imperativo proseguire il processo di attuazione degli impegni assunti nell’ambito della Dichiarazione congiunta”, e in questo senso aveva sottolineato che anche l’Ue “deve restare fedele al nostro accordo”.

Condividi su:

  • Askanews

Fonte: QdS.it