Concordato preventivo biennale, conviene davvero? Vantaggi, criticità e novità sul rinnovo

Antonio Pogliese

Concordato preventivo biennale, conviene davvero? Vantaggi, criticità e novità sul rinnovo

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Antonio Pogliese |
martedì 06 ottobre 2026 - 4:54
Concordato preventivo biennale, conviene davvero? Vantaggi, criticità e novità sul rinnovo

Antonio Pogliese 6 Ottobre 2026, 06:54 Il rinnovo del Concordato fiscale biennale (Cpb) previsto entro...

6 Ottobre 2026, 06:54

Il rinnovo del Concordato fiscale biennale (Cpb) previsto entro il 02/11/2026 sollecita le relative valutazioni sui seguenti aspetti: la coerenza del Cpb ai principi fondativi della riforma tributaria di cui alla legge delega del 1971; la convenienza all’applicazione del Cpb per il contribuente e per il fisco; le novità in ordine al secondo rinnovo.

Concordato preventivo biennale e riforma tributaria del 1971

Per ciò che concerne il primo punto, il vigente ordinamento tributario scaturisce dalla legge delega n. 825 del 09/10/1971 e numerosi decreti delegati attuativi del 1972 e 1973. Chi scrive è “figlio” di tale riforma, il cui principio fondativo consisteva nell’avvicinare al massimo l’imponibile ai fini dell’imposizione al risultato economico (e contabile) annuale, cioè dell’utile annuale.

Tale principio ha favorito, a suo tempo, la categoria dei dottori commercialisti, appunto per la centralità della contabilità e dei criteri di determinazione dell’imponibile simili a quelli per la determinazione del risultato economico. Ciò a eccezione dei criteri di tassazione dei redditi determinati in base ai coefficienti catastali.

Legge Visentini ter e regimi forfettari

Con la legge Visentini ter, (308/1986 e Dpr 1985), venivano introdotti regimi forfettari per la determinazione del reddito imponibile (i cosiddetti coefficienti di redditività o minimi imponibili) per piccoli imprenditori, liberi professionisti, eccetera, finalizzati ovviamente a ridurre l’elusione fiscale.

La citata riforma del 1986 ha, a prescindere dalle finalità, iniziato a scalfire, se non addirittura a scardinare, l’iniziale principio della riforma, di avvicinare l’imponibile all’utile economico, cioè a tassare la ricchezza effettivamente prodotta dalle varie attività di impresa e di lavoro autonomo.

Tassazione e imponibile, il cambiamento del sistema fiscale

A seguire il legislatore fiscale, operando sulla detraibilità fiscale di costi e spese, totale o parziale, specie per le società di capitali ed i contribuenti tassati in base “ai bilanci” o rendiconti, ha continuato ad allontanarsi dal principio di tassare il reddito, anteponendo il citato principio per l’esigenza di aumentare il gettito, dell’incremento della base imponibile determinata dal reddito con il recupero a tassazione di costi considerati fiscalmente indetraibili.

Ovviamente, la novità che ha introdotto il Cpb, grazie al Dlgs 13/2024, di compliance fiscale, alimenta in modo significativo gli Istituti di tassazione a forfait nel nostro ordinamento. Si concretizza, quindi, che il citato principio di tassare un valore che spesso si allontana parecchio dal reddito, determinato su base forfettaria.

Concordato preventivo biennale, conviene al contribuente e al Fisco?

Bisogna distinguere la convenienza del contribuente e quella del Fisco. Per il contribuente, si ritiene che la convenienza, considerato soltanto l’importo della tassazione, sia ipotizzabile in quanto l’opzione è volontaria e non obbligatoria. Ne consegue, quindi, che il contribuente che aderisce a tale Cpb ha valutato l’entità del proprio reddito per il periodo considerato e, quindi, ha trovato conveniente aderirvi. Inoltre, l’osservanza professionale di casi concreti di adesione a quanto sopra ne conferma la convenienza per il contribuente.

Per il Fisco, la convenienza per l’adesione al Concordato preventivo biennale, forse non è connessa al gettito incassato rispetto a quello che avrebbe, alternativamente, incassato, quanto consolidare la strategia di allargare la platea dei contributi, e consolidare gli importi dichiarati ai fini della tassazione.

Concordato preventivo biennale, le novità sul rinnovo

Le novità per chi rinnova l’adesione al Cpb sono le seguenti: ravvedimento speciale 2020/2023 riservato a chi rinnova; ridotti rischi di accertamenti analitico-induttivi; agevolazione per il rinnovo 2026/2027; rateizzazione degli importi senza interessi; accesso ai benefici premiali Isa; imposta sostitutiva (10%-12%-15%) sui maggiori redditi del periodo d’imposta precedente.

Concordato preventivo biennale, la conclusione sulla convenienza

La conclusione, tenuto conto di quanto precede, consiste che i contribuenti che hanno i requisiti per accedere al Cpb, nella generalità dei casi, vengono favoriti per quanto concerne le condizioni di tale scelta. La tassazione “a forfait”, e/o catastale, allontana dai citati principi del legislatore tributario del 1971 ma è plausibile, forse, che diventi necessaria per il recupero di elusione e di evasione tributaria.

Il maggiore gettito di tale recupero di questi recenti anni può significare che la strategia seguita in questi ultimi anni sia nella direzione giusta.

Antonio Pogliese
Dottore Commercialista

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Fonte: QdS.it