Polizia, Imagoeconomica Edoardo Ullo 26 Settembre 2026, 15:15 Scoperta nel cuore di Catania una casa...
Scoperta nel cuore di Catania una casa di appuntamenti. Gli agenti della polizia hanno individuato l’attività gestita da una donna di nazionalità cinese che pubblicizzava il tutto su un sito internet specializzato in annunci per escort.
Li venivano pubblicate foto e numero di telefono per fissare gli appuntamenti e anche le tipologie di prestazioni con relativi prezzi.
Scoperta la casa vicino Corso Italia
L’attività veniva svolta all’interno di un’abitazione in una zona centrale della città, in prossimità di Corso Italia, trasformata in un luogo destinato agli incontri con i clienti.
Al momento del controllo effettuato dai poliziotti del commissariato Borgo Ognina la donna è stata sorpresa all’interno dell’appartamento in compagnia di un cliente. Entrambi sono stati accompagnati presso gli uffici di polizia per l’identificazione e i necessari accertamenti.
Denunciata la 37enne
Al termine dei controlli la 37enne cinese è stata denunciata per l’esercizio di una casa di prostituzione.
Giro di prostituzione nel Palermitano: marito e moglie ai domiciliari
Non molti giorni fa, un episodio simile si è registrato in provincia di Palermo. Una coppia di Lascari è stata accusata di sfruttamento della prostituzione. Agli arresti marito e moglie al termine di un’operazione condotta dai carabinieri che hanno eseguito due misure cautelari emesse dal gip di Termini Imerese. Per l’uomo, 56 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, per la donna, 52enne, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Indagati, in concorso, anche i due figli maggiorenni: avrebbero condotto, secondo gli inquirenti, una complessa attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a Lascari. In particolare, sempre secondo le accuse, i due coniugi, anche con il contributo dei due figli, avrebbero messo a disposizione un immobile di proprietà del nucleo familiare per destinarlo a casa di appuntamenti.
Alle donne coinvolte avrebbero dato supporto logistico, accompagnandole in auto, dando loro assistenza per procurarsi generi alimentari o di prima necessità o per effettuare ricariche di telefoni cellulari e di carte prepagate, ricevendo la somma di circa 500 – 700 euro a settimana. Dalle indagini è emerso che nel giro di prostituzione sarebbero state impegnate undici donne, prevalentemente sudamericane di origine colombiana, munite di regolare permesso di soggiorno, con conseguente accesso di oltre trecento clienti. Il gip di Termini Imerese ha disposto il sequestro preventivo dell’immobile.
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