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Tornado a Marsala, Schifani nella scuola devastata di Terrenove: “Le risorse non mancheranno, la Regione farà la propria parte”

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sabato 10 ottobre 2026 - 17:10

Schifani visita la scuola di Terrenove

Marsala – Schifani visita la scuola di Terrenove e porta direttamente nei luoghi colpiti l’impegno della Regione Siciliana dopo il violento evento meteorologico che il 9 ottobre ha devastato una parte del versante sud di Marsala e interessato anche il territorio di Petrosino.

Il presidente della Regione, Renato Schifani, è arrivato nella mattinata di sabato 10 ottobre al plesso “Alcide De Gasperi” di contrada Terrenove, uno dei luoghi simbolo dell’emergenza. Con lui l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano e la sindaca di Marsala Andreana Patti.

La visita era stata annunciata già nelle ore successive al disastro, quando il governo regionale aveva disposto una prima presenza sul territorio attraverso gli assessori Turano e Alessandro Aricò e aveva avviato il coordinamento con la Protezione civile e le amministrazioni locali.

Davanti agli occhi del presidente della Regione, una scuola profondamente danneggiata, abitazioni colpite, famiglie costrette temporaneamente a lasciare casa e attività economiche che adesso aspettano di capire quali saranno i tempi e gli strumenti per ripartire.

“Per fortuna non ci sono state vittime”

Schifani ha sottolineato innanzitutto quello che, davanti alla violenza del fenomeno, resta l’aspetto più importante: non si sono registrate vittime.

Il presidente ha definito quanto accaduto un evento straordinario e imprevedibile, spiegando di aver voluto raggiungere personalmente Marsala per manifestare la vicinanza del governo regionale alla popolazione, alla comunità scolastica e alle amministrazioni impegnate nella gestione dell’emergenza.

La scuola di Terrenove è stata investita direttamente dal fenomeno mentre centinaia di bambini si trovavano all’interno.

Il dirigente scolastico Leonardo Gullotta aveva già raccontato nelle prime ore come personale e docenti avessero cercato le zone più sicure dell’edificio, non essendo possibile uscire all’esterno. Secondo quanto riferito, nella struttura erano presenti 273 bambini, tutti messi in salvo, con conseguenze fisiche limitate rispetto alla gravità dei danni riportati dall’edificio.

“Il governo regionale farà la propria parte”

Il messaggio di Schifani è stato chiaro soprattutto sul fronte degli interventi economici.

“Si sta facendo la conta dei danni e il governo regionale farà la sua parte, come è nostro dovere”.

Il presidente ha assicurato che gli stanziamenti non mancheranno e che la Regione interverrà finanziariamente attraverso la Protezione civile regionale e in collaborazione con l’Amministrazione comunale per consentire il ripristino di ciò che è stato danneggiato. ANSA.it

Al momento non è stata indicata una cifra. Prima di stabilire l’ammontare delle risorse sarà infatti necessario completare la ricognizione dei danni, distinguendo gli interventi sulla scuola da quelli necessari per abitazioni, infrastrutture, attività produttive e altri immobili coinvolti.

La scuola Alcide De Gasperi tra i luoghi più colpiti

Il sopralluogo si è concentrato in particolare sul plesso di Terrenove dell’Istituto comprensivo “Alcide De Gasperi-De Vita”.

Il violento passaggio del vortice ha provocato danni a finestre, infissi, locali, arredi e strutture, rendendo il plesso attualmente inutilizzabile.

Già nelle prime ore successive all’evento, le immagini provenienti dall’area avevano mostrato la portata dei danni.

Per la comunità scolastica, adesso, il problema non riguarda soltanto la ricostruzione materiale dell’edificio, ma anche la necessità di garantire rapidamente la continuità didattica ai bambini.

Ed è proprio su questo aspetto che Comune e Regione stanno concentrando una parte importante delle attività delle prossime ore.

Patti: tre ipotesi per trasferire le classi

La sindaca Andreana Patti ha annunciato che sono già allo studio tre diverse soluzioni per trasferire temporaneamente le classi in altri plessi.

L’obiettivo dichiarato è quello di far tornare i 273 studenti sui banchi entro una settimana.

Gli uffici comunali stanno valutando gli spazi disponibili e le modalità necessarie per predisporre le nuove aule. La prima fase operativa partirà già da lunedì con il recupero, d’intesa con i Vigili del Fuoco, di suppellettili, materiali e arredi ancora utilizzabili all’interno della scuola danneggiata.

Una corsa contro il tempo, dunque, per evitare che al trauma vissuto dai bambini si aggiunga anche una lunga interruzione della normale attività scolastica.

Schifani: “Garantire la continuità didattica”

Anche il presidente della Regione ha insistito sulla necessità di evitare ulteriori disagi agli studenti.

Schifani ha spiegato di avere ricevuto rassicurazioni sul fatto che sarà garantita la continuità didattica, sottolineando quanto sia importante riportare i bambini in un ambiente scolastico il più rapidamente possibile.

Non significa, naturalmente, che il plesso di Terrenove possa essere riaperto in tempi brevi.

Lo stesso assessore Turano ha evidenziato come una struttura così gravemente danneggiata non possa essere ripristinata in pochi giorni.

La soluzione immediata sarà quindi quella di individuare spazi alternativi, mentre parallelamente partirà il percorso tecnico ed economico per stabilire come e con quali tempi recuperare l’edificio.

Turano agli insegnanti: “Avete fatto un miracolo”

Uno dei momenti più intensi della visita è stato l’incontro dell’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano con insegnanti e dirigente scolastico.

Turano ha voluto ringraziare personalmente i docenti per quello che hanno fatto durante i minuti dell’emergenza.

Rivolgendosi agli insegnanti ha parlato di un “miracolo”, sottolineando il ruolo avuto dal personale scolastico nel proteggere i bambini mentre il fenomeno investiva la struttura.

L’assessore ha anche abbracciato Roberta Parrinello, una delle vicarie del plesso, e ha annunciato che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, atteso mercoledì a Palermo, intende incontrare una delegazione dei docenti. ANSA.it

Un riconoscimento per l’insegnante che ha protetto gli alunni

Anche Schifani ha voluto soffermarsi sul comportamento degli insegnanti durante l’emergenza.

Il presidente ha annunciato l’intenzione di invitare a Palazzo d’Orleans una delle docenti distintasi nel mettere in sicurezza gli alunni, per conferirle un riconoscimento ufficiale.

Un gesto che vuole sottolineare il valore delle decisioni assunte in pochi istanti da chi si trovava all’interno della scuola quando il vortice ha raggiunto l’edificio.

In quei minuti, insegnanti e personale hanno dovuto reagire senza poter prevedere con precisione quello che sarebbe accaduto, cercando semplicemente di allontanare i bambini dalle zone più esposte e portarli nei punti ritenuti più sicuri.

Il confronto con il ministro Valditara

Sul futuro della scuola è già aperto anche il confronto con il Governo nazionale.

Nella giornata del 9 ottobre l’assessore Mimmo Turano, dopo un primo sopralluogo effettuato insieme alla sindaca, aveva contattato il ministro Giuseppe Valditara.

Secondo quanto comunicato dalla Regione, il ministro ha chiesto una stima precisa dei danni e ha manifestato la disponibilità a individuare le risorse necessarie per gli interventi.

La ricognizione tecnica diventa quindi il passaggio indispensabile per stabilire l’entità economica dei lavori e capire quale percorso seguire per il recupero dell’istituto.

Le richieste di stato di emergenza di Marsala e Petrosino

Il sopralluogo ha riguardato anche un altro tema centrale: le richieste di stato di emergenza avanzate dai Comuni colpiti.

Marsala e Petrosino hanno infatti formalizzato la necessità di attivare procedure straordinarie per poter affrontare un quadro di danni che supera le possibilità ordinarie delle amministrazioni locali.

Schifani ha spiegato che la Regione esaminerà le richieste una volta acquisita la relazione della Protezione civile.

Solo dopo la ricognizione completa sarà possibile avere un quadro più preciso e quantificare le risorse necessarie.

Danni anche ad abitazioni e attività

La scuola rappresenta uno dei punti più delicati, ma non è l’unico.

Il fenomeno del 9 ottobre ha interessato abitazioni private, aziende, strutture produttive, automobili e infrastrutture tra Marsala e Petrosino.

Secondo il bilancio diffuso nella mattinata del 10 ottobre, undici famiglie risultavano temporaneamente senza casa nei due Comuni: tre nuclei a Marsala e otto a Petrosino. Alcune sono state sistemate in strutture alberghiere, altre hanno trovato ospitalità presso parenti e amici.

Anche questo fronte rientrerà nella ricognizione complessiva.

Il problema, infatti, non riguarda soltanto il ripristino degli edifici pubblici, ma anche il sostegno alle famiglie e alle attività economiche che hanno subito perdite.

Il sopralluogo prosegue a Petrosino

Dopo Marsala, Schifani e Turano hanno proseguito il sopralluogo nel territorio di Petrosino, accompagnati dal sindaco Giacomo Anastasi.

Tra le strutture visitate figurano il centro di raccolta dei rifiuti e un’azienda ittica gravemente danneggiata.

Proprio Petrosino ha formalizzato la richiesta di attivare le procedure per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, chiedendo risorse straordinarie per la messa in sicurezza e il ripristino delle infrastrutture.

La visita del presidente della Regione ha quindi avuto l’obiettivo di acquisire direttamente un quadro delle conseguenze nei due territori maggiormente colpiti.

Schifani ringrazia Protezione civile e Vigili del Fuoco

Nel corso della giornata il presidente ha rivolto un ringraziamento anche agli uomini e alle donne impegnati nelle operazioni di soccorso.

Particolare apprezzamento è stato espresso per la Protezione civile e per i Vigili del Fuoco, che fin dalle prime ore hanno operato nelle aree colpite per mettere in sicurezza edifici, strade e persone.

La macchina dei soccorsi ha dovuto confrontarsi con uno scenario particolarmente complesso, caratterizzato da danni improvvisi e diffusi in più punti del territorio.

Il tema degli eventi estremi e della prevenzione

La visita ha assunto anche un significato più ampio rispetto alla sola gestione dell’emergenza.

Schifani ha collegato quanto accaduto alla crescente necessità di ripensare le politiche di prevenzione di fronte a fenomeni meteorologici estremi.

Secondo il presidente, occorre cambiare approccio e lavorare su una programmazione di lungo periodo capace di aumentare la capacità di protezione dei territori, soprattutto delle città e delle aree fortemente antropizzate che si affacciano sul mare.

Il tema, per la Regione, è quello di predisporre strumenti strutturali che non intervengano soltanto dopo l’emergenza, ma aumentino progressivamente la resilienza dei territori.

Prima la conta dei danni, poi gli stanziamenti

Il prossimo passaggio sarà dunque tecnico.

Comune, Protezione civile e strutture regionali dovranno completare la ricognizione dei danni e tradurla in una stima economica.

Solo a quel punto sarà possibile stabilire l’entità degli interventi necessari e definire le risorse da mettere in campo.

Schifani ha comunque assicurato che la disponibilità economica della Regione ci sarà e che gli stanziamenti verranno attivati attraverso gli strumenti previsti.

La priorità immediata resta la sicurezza, seguita dalla sistemazione delle famiglie sfollate, dalla continuità scolastica e dal ripristino delle attività e delle infrastrutture danneggiate.

Una settimana per riportare i bambini sui banchi

Per Marsala il primo banco di prova concreto riguarda proprio la scuola di Terrenove.

L’obiettivo annunciato dalla sindaca Patti è ambizioso: entro una settimana riportare tutti i 273 studenti in classe, anche se in sedi differenti.

Nel frattempo sarà necessario recuperare quanto possibile dall’edificio danneggiato, allestire le nuove aule e accompagnare bambini, famiglie e personale in un ritorno graduale alla normalità.

Una normalità che, per chi ha vissuto quei minuti all’interno della scuola, non sarà soltanto una questione di spazi e banchi, ma anche di serenità da ricostruire.

Il sopralluogo del presidente della Regione segna quindi l’inizio della fase successiva all’emergenza immediata: dalla conta dei danni agli interventi, dalle promesse alle risorse e dalla paura alla ricostruzione.


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