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Una “Fondazione GIMBE” per monitorare la scuola italiana

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domenica 30 agosto 2026 - 18:29

La scuola ha bisogno di dati

La scuola ha bisogno di dati indipendenti, studi rigorosi e verifiche periodiche sulla qualità del sistema educativo. Da questa esigenza nasce la proposta lanciata da Rosolino Cicero, presidente di Ancodis, per creare un organismo dedicato all’analisi dell’istruzione italiana.

Il modello richiamato è quello della Fondazione GIMBE, conosciuta per l’attività di ricerca, formazione e informazione scientifica svolta nel settore sanitario. Cicero propone di applicare alla scuola un metodo simile, fondato sulle evidenze e su un monitoraggio costante.

Il nuovo organismo potrebbe chiamarsi GISBE, acronimo di “Gruppo Italiano per la Scuola Basato sulle Evidenze”. Al momento si tratta di una proposta avanzata da Ancodis e non di un ente già costituito o collegato formalmente alla Fondazione GIMBE.

Il modello della Fondazione GIMBE

La Fondazione GIMBE svolge un’attività indipendente di studio e monitoraggio del Servizio sanitario nazionale. Attraverso ricerche e rapporti periodici, analizza i punti di forza e le criticità della sanità pubblica.

La sua attività punta a diffondere le migliori evidenze scientifiche, migliorare la salute delle persone e contribuire alla sostenibilità di un sistema sanitario pubblico, equo e accessibile.

Secondo Cicero, un’esperienza simile potrebbe offrire un contributo utile anche al mondo dell’istruzione.

«Mi chiedo perché non avere una Fondazione GIMBE per il sistema scolastico italiano», afferma il presidente di Ancodis.

Salute e istruzione sono diritti fondamentali

La proposta parte da un parallelismo tra sanità e scuola. Il diritto alla salute e quello all’istruzione ricevono entrambi tutela dalla Costituzione italiana.

Per Ancodis, i due sistemi meritano quindi la stessa attenzione anche sul piano della ricerca, della valutazione e del controllo delle politiche pubbliche.

Il settore scolastico dispone già di dati, rilevazioni e organismi istituzionali. La proposta di Cicero punta però a creare un soggetto indipendente che li analizzi in modo organico e continuativo.

Un osservatorio di questo tipo potrebbe offrire a docenti, famiglie, dirigenti e decisori politici una lettura chiara dello stato della scuola italiana.

Nasce la proposta GISBE

Il nome suggerito è “Gruppo Italiano per la Scuola Basato sulle Evidenze”, abbreviato in GISBE.

L’organismo dovrebbe riunire competenze professionali diverse. Potrebbero partecipare associazioni del settore, docenti, dirigenti, ricercatori e persone che hanno dedicato la propria esperienza alla difesa del diritto all’istruzione.

Il riferimento alle evidenze indica la volontà di costruire analisi fondate su informazioni verificabili. Le valutazioni non dovrebbero partire da impressioni, appartenenze politiche o singoli episodi, ma da dati raccolti con criteri trasparenti.

L’indipendenza rappresenterebbe uno degli elementi centrali del progetto. Soltanto un organismo autorevole e libero da condizionamenti potrebbe evidenziare con credibilità sia i risultati positivi sia le carenze del sistema.

Un rapporto nazionale ogni settembre

Tra le attività indicate figura la pubblicazione di un rapporto annuale sul sistema scolastico italiano.

Il documento potrebbe essere presentato ogni settembre, in coincidenza con l’avvio del nuovo anno scolastico. Raccoglierebbe dati, analisi e indicazioni sui principali aspetti dell’istruzione.

Il rapporto dovrebbe descrivere lo “stato di salute” della scuola italiana. Potrebbe offrire una visione complessiva dei problemi e dei miglioramenti registrati nel corso dell’anno.

La pubblicazione periodica permetterebbe anche di confrontare i risultati nel tempo e verificare l’efficacia delle riforme adottate.

Quali temi potrebbe analizzare

Il comunicato non definisce ancora nel dettaglio la struttura operativa della futura GISBE. Un organismo dedicato al monitoraggio scolastico potrebbe comunque analizzare le principali questioni che incidono sulla qualità dell’istruzione.

Tra queste rientrano la dispersione scolastica, i divari territoriali, la stabilità del personale e le condizioni degli edifici. Altri temi riguardano l’inclusione, la sicurezza, le competenze degli studenti e l’accesso ai servizi.

L’analisi potrebbe comprendere anche la disponibilità delle risorse, la formazione del personale, l’innovazione didattica e gli effetti delle politiche scolastiche.

Il valore del progetto dipenderebbe dalla capacità di stabilire criteri scientifici, metodologie trasparenti e fonti verificabili.

Un supporto per le decisioni pubbliche

I rapporti della GISBE non dovrebbero limitarsi a elencare problemi. Potrebbero offrire indicazioni utili per orientare gli interventi e valutare le decisioni già adottate.

Dati chiari permetterebbero di individuare le priorità e destinare le risorse dove risultano più necessarie. Le istituzioni avrebbero inoltre uno strumento indipendente con il quale confrontare programmi e risultati.

La disponibilità di informazioni comprensibili aiuterebbe anche il dibattito pubblico. Famiglie e operatori scolastici potrebbero conoscere meglio le condizioni reali dell’istruzione nel Paese.

L’appello alle associazioni e al mondo della scuola

Rosolino Cicero rivolge la proposta alle associazioni professionali e di categoria, ma anche alle donne e agli uomini che lavorano ogni giorno nella scuola.

L’invito coinvolge chi considera il diritto all’istruzione una scelta professionale e civile. La nascita dell’organismo richiederebbe infatti una rete ampia di competenze e disponibilità.

«Sarebbe un modo concreto per dimostrare quanto vogliamo bene alla nostra scuola e al sistema scolastico italiano nel suo complesso», sottolinea Cicero.

Ancodis dichiara la propria disponibilità a partecipare alla costruzione del progetto: «Se si volesse intraprendere questa strada, Ancodis c’è».

Dalla proposta a un progetto concreto

La creazione della GISBE richiederebbe adesso un confronto sulla forma giuridica, sulla governance, sui criteri di indipendenza e sulle fonti di finanziamento.

Occorrerebbe inoltre definire il metodo scientifico, gli ambiti di ricerca e le modalità di pubblicazione dei dati. La credibilità dell’organismo dipenderebbe dalla trasparenza di questi elementi.

L’iniziativa lanciata da Ancodis apre quindi un dibattito sulla necessità di osservare la scuola con continuità, andando oltre le emergenze e le polemiche del momento.

La scuola ha bisogno di dati che permettano di riconoscere i progressi, misurare le criticità e programmare interventi efficaci. È questa l’idea alla base della proposta avanzata da Rosolino Cicero.


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