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Vendemmia 2026, i Guardiani del Territorio: “Nei vigneti la situazione è critica”

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giovedì 20 agosto 2026 - 14:43

Crisi della vendemmia 2026, la denuncia dei Guardiani del Territorio

Marsala – La vendemmia siciliana sarebbe iniziata sotto auspici molto diversi da quelli descritti nelle valutazioni diffuse dalle principali associazioni di categoria. A sostenerlo sono “I Guardiani del Territorio”, che lanciano un allarme sulle condizioni dei vigneti della Sicilia occidentale.

Secondo l’associazione, il racconto di una stagione caratterizzata da uve sane, maturazione equilibrata e prospettive qualitative favorevoli non rappresenterebbe pienamente ciò che sta accadendo nelle campagne.

«Mentre gli uffici stampa limano gli aggettivi, nei vigneti la vendemmia 2026 racconta un’altra storia», afferma il direttivo.

Il caldo e il rischio di una riduzione delle rese

I Guardiani del Territorio puntano l’attenzione sulle temperature elevate registrate dalla Sicilia durante l’estate. Una situazione che, secondo l’associazione, non avrebbe assunto il carattere di una breve ondata, ma di una condizione prolungata e difficile da sostenere per le coltivazioni.

Il caldo avrebbe danneggiato parte delle uve e ridotto ulteriormente rese già contenute nelle precedenti annate. Gli agricoltori, sostiene il direttivo, starebbero raccogliendo quantità inferiori e cercando di proteggere i grappoli rimasti.

L’associazione contesta quindi le valutazioni che attribuiscono alla siccità e alle escursioni termiche effetti favorevoli sulla maturazione. La situazione, secondo i Guardiani, richiederebbe invece una lettura più prudente e aderente alle reali condizioni delle aziende.

“Gli invasi sono pieni, ma l’acqua non arriva”

Un altro punto centrale della denuncia riguarda la gestione delle risorse idriche. I Guardiani del Territorio sostengono che negli invasi sia presente acqua, ma che una parte rilevante non riesca a raggiungere regolarmente i campi.

Tra i problemi segnalati figurano le perdite lungo le reti e i canali, la manutenzione insufficiente delle condotte e le difficoltà amministrative che rallenterebbero la distribuzione.

«Un invaso pieno che non irriga è un invaso inutile», afferma l’associazione, che chiede interventi capaci di trasformare le risorse disponibili in un aiuto concreto per le aziende agricole.

Cantine piene e prezzi sotto pressione

Alla crisi idrica si aggiungerebbero le difficoltà del mercato vitivinicolo. Il direttivo parla di cantine ancora cariche di vino invenduto e di giacenze accumulate durante le annate precedenti.

Questa condizione rischierebbe di comprimere ulteriormente i prezzi riconosciuti ai produttori, mentre i costi necessari per coltivare, irrigare e raccogliere continuano ad aumentare.

La crisi della vendemmia 2026 deriverebbe quindi, secondo i Guardiani del Territorio, dalla contemporanea presenza di diversi problemi: caldo persistente, rese ridotte, irrigazione insufficiente, mercato saturo e prezzi poco remunerativi.

Contestata la narrazione della “grande annata”

L’associazione critica apertamente le previsioni ottimistiche diffuse sul raccolto siciliano. Una buona qualità delle uve rimaste, sottolineano i Guardiani, non sarebbe sufficiente per descrivere l’intera condizione economica e produttiva del comparto.

«Ridurre tutto a un’annata di grande qualità non è ottimismo – sostiene il direttivo – ma una narrazione che protegge chi dovrebbe vigilare e non chi lavora ogni giorno la terra».

La valutazione sulla qualità, quindi, non dovrebbe trascurare la quantità effettivamente raccolta, la disponibilità di acqua, i prezzi riconosciuti ai viticoltori e le possibilità di collocare il vino sul mercato.

Chiesto un monitoraggio indipendente

I Guardiani del Territorio chiedono al Governo regionale di verificare direttamente la situazione attraverso gli uffici del Dipartimento dell’Agricoltura.

L’associazione propone un monitoraggio costante e indipendente nei vigneti della Sicilia occidentale. La rilevazione dovrebbe riguardare le rese effettive, lo stato delle coltivazioni, le risorse idriche disponibili e le giacenze presenti nelle cantine.

Dati raccolti direttamente sul territorio permetterebbero, secondo il direttivo, di comprendere la reale portata delle difficoltà e di verificare la fondatezza delle segnalazioni provenienti dagli agricoltori.

La richiesta di aiuti alle imprese

L’associazione sollecita anche strumenti immediati di sostegno al reddito, interventi sulla distribuzione dell’acqua e misure capaci di accompagnare le imprese durante una stagione considerata tra le più complesse degli ultimi anni.

«Il Governo regionale scelga da che parte stare: con chi racconta le vendemmie o con chi le vendemmie le vive sulla propria pelle», conclude il direttivo dei Guardiani del Territorio.


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