Soccorsi senza giustificato motivo, entrano in vigore le nuove regole
Marsala – Entrano in vigore nuove disposizioni sugli interventi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati dalla Guardia di Finanza. Le regole riguardano i soccorsi senza giustificato motivo e le emergenze provocate intenzionalmente oppure attraverso comportamenti gravemente imprudenti.
In questi casi, chi ha determinato l’intervento potrà essere chiamato a sostenerne i costi. Il provvedimento non introduce, però, alcun pagamento generalizzato per le persone realmente in pericolo.
Quando può essere richiesto il rimborso
Il rimborso delle spese potrà essere applicato quando una persona provoca volontariamente una situazione di pericolo. Lo stesso principio vale in presenza di una condotta caratterizzata da grave imprudenza.
Il pagamento potrà riguardare anche chi richiede l’intervento della Guardia di Finanza senza una reale necessità o senza un motivo giustificato.
Le disposizioni derivano dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 luglio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 agosto. Il provvedimento stabilisce i corrispettivi dovuti per gli interventi effettuati dal Corpo.
Prima viene prestato il soccorso
L’eventuale pagamento non scatterà automaticamente al momento della richiesta. La priorità resterà sempre quella di raggiungere e mettere in sicurezza le persone coinvolte.
Soltanto dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite le circostanze che hanno reso necessario l’intervento. Gli organi competenti valuteranno quindi se la situazione sia stata provocata intenzionalmente, con grave imprudenza oppure attraverso una richiesta priva di una concreta motivazione.
Chi è in pericolo deve continuare a chiedere aiuto
La Guardia di Finanza chiarisce un punto fondamentale: chi si trova in una situazione di pericolo deve continuare a chiedere aiuto senza esitazioni.
Lo stesso vale quando una persona teme concretamente per la vita o per l’incolumità di qualcun altro. Le nuove regole non devono quindi scoraggiare le chiamate legate a emergenze reali o ragionevolmente percepite come tali.
Uomini e mezzi impegnati nelle ricerche
La Guardia di Finanza partecipa al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni civili e militari.
Gli interventi possono essere effettuati in mare, in montagna, nelle aree difficili da raggiungere e durante calamità o altre emergenze. A seconda delle necessità, il Corpo può impiegare personale specializzato, unità cinofile, veicoli, elicotteri, aerei, droni e unità navali.
Una singola operazione può durare diverse ore e richiedere un importante impiego di risorse pubbliche. Una richiesta ingiustificata rischia quindi di sottrarre uomini e mezzi ad altre persone che, nello stesso momento, potrebbero trovarsi realmente in pericolo.
Come saranno calcolati i costi
Il decreto contiene le tariffe relative al personale, ai mezzi terrestri, agli aeromobili, ai droni e alle unità navali impiegate durante le operazioni.
L’importo dipenderà dalle risorse utilizzate e dalla durata dell’intervento. La somma potrà essere richiesta soltanto dopo la valutazione del singolo caso e delle responsabilità che hanno determinato l’attivazione dei soccorsi.
L’obiettivo delle nuove disposizioni
Le nuove regole puntano a evitare abusi, falsi allarmi e richieste effettuate con leggerezza. L’obiettivo non è limitare l’accesso al soccorso, ma proteggere le risorse pubbliche e garantire una risposta tempestiva alle vere emergenze.
Davanti a una situazione di pericolo, quindi, la regola non cambia: bisogna chiedere aiuto. Le conseguenze economiche potranno riguardare soltanto chi ha provocato l’emergenza con dolo o grave imprudenza oppure ha attivato i soccorsi senza una concreta giustificazione.
Fonte: Guardia di Finanza e Gazzetta Ufficiale
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