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Cinquant’anni al servizio della Chiesa: festa per don Salvatore Cipri

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mercoledì 19 agosto 2026 - 7:00

Una comunità riunita attorno a don Salvatore Cipri

Salemi – Più di 400 fedeli hanno partecipato alla celebrazione per i 50 anni di sacerdozio di don Salvatore Cipri. La comunità si è riunita domenica scorsa presso la base scout di Salemi per rendere omaggio al sacerdote e ripercorrere il suo lungo cammino pastorale.

Il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, ha presieduto la Santa Messa. Hanno concelebrato l’Arcivescovo monsignor Vito Rallo e numerosi sacerdoti della Diocesi.

La celebrazione ha rappresentato un momento di gratitudine e condivisione. Fedeli, confratelli e comunità parrocchiali hanno ricordato il servizio svolto da don Cipri in diverse città e isole del territorio diocesano.

L’ordinazione nella Cattedrale di Mazara

Don Salvatore Cipri ricevette l’ordinazione presbiterale il 15 agosto 1976 nella Cattedrale di Mazara del Vallo. A conferirgliela fu il Vescovo Giuseppe Mancuso attraverso l’imposizione delle mani.

Prima di quel giorno arrivarono gli anni della formazione, l’esperienza in Seminario e un cammino vocazionale maturato grazie anche all’incontro con importanti guide spirituali.

Don Cipri ricorda in modo particolare don Alberto Di Stefano, parroco della comunità di Pusillesi, a Salemi.

«Da guida è stato il mio parroco don Alberto Di Stefano. Io frequentavo la parrocchia di Pusillesi a Salemi ed è stato lui a condurmi verso i sacramenti della Comunione e della Cresima», racconta il sacerdote.

Il ruolo della nonna Vita nella sua vocazione

Nel racconto di don Salvatore Cipri occupa un posto speciale anche la nonna Vita. Pur non avendo mai svolto ufficialmente il compito di catechista, rappresentò per lui un esempio fondamentale durante l’adolescenza.

«Nella mia vita da adolescente posso dire che una funzione importante nella crescita spirituale l’ha avuta mia nonna Vita. Lei non è stata mai una catechista ufficiale, ma nella mia vita è stata una guida esemplare», spiega don Cipri.

Il sacerdote ricorda inoltre le figure incontrate nel Seminario vescovile: don Giuseppe Ponte, padre Gaspare Caracci e don Mariano Narciso.

«Per noi, appena tredicenni e senza una maturità piena, sono state guide determinanti», sottolinea.

Il primo incarico pastorale a Marsala

Nel corso dei suoi cinquant’anni di ministero don Salvatore Cipri ha prestato servizio in numerose comunità della Diocesi.

La prima parrocchia affidatagli fu quella dei Santi Filippo e Giacomo a Marsala. Successivamente diventò parroco della Chiesa Madre di Castelvetrano e della parrocchia Santa Gemma a Mazara del Vallo.

Durante il periodo trascorso a Mazara ricoprì anche diversi incarichi all’interno della Curia vescovile, offrendo il proprio contributo alla vita organizzativa e pastorale della Diocesi.

Il servizio tra Marsala, Salemi e Pantelleria

Un’altra esperienza significativa fu quella vissuta nelle parrocchie “in solidum” di Ciancio e Santo Padre delle Perriere, a Marsala. Qui don Cipri condivise la responsabilità pastorale con altri due sacerdoti.

Il suo cammino proseguì nella Chiesa Madre di Salemi e successivamente a Pantelleria, dove rimase per cinque anni. Terminata l’esperienza sull’isola, tornò a prestare servizio nelle comunità di Gibellina e Salemi.

Il suo ministero ha quindi attraversato realtà diverse, dalle città alle contrade fino alle comunità insulari. In ogni luogo don Cipri ha costruito legami che si sono rinnovati durante la celebrazione del cinquantesimo anniversario.

Cinquant’anni vissuti accanto alle comunità

La presenza di oltre 400 fedeli alla base scout di Salemi ha testimoniato l’affetto maturato nei confronti del sacerdote.

La celebrazione non ha ricordato soltanto una data importante. Ha riunito persone e comunità che, in momenti diversi, hanno condiviso con don Salvatore Cipri un tratto del proprio cammino umano e spirituale.

Cinquant’anni dopo l’ordinazione nella Cattedrale di Mazara del Vallo, il sacerdote ha festeggiato il suo giubileo nella terra in cui nacque e maturò la sua vocazione.


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