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Enosimposio Assoenologi Sicilia, a Brucoli il confronto sul futuro del vino

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venerdì 26 giugno 2026 - 17:00

Enosimposio Assoenologi Sicilia, il vino guarda al futuro attraverso identità e valore

Brucoli – L’Enosimposio Assoenologi Sicilia celebra la sua 30ª edizione e mette al centro una riflessione decisiva per il futuro del comparto vitivinicolo: trasformare la qualità del vino in valore riconosciuto, raccontando meglio territori, persone, competenze e identità.

L’appuntamento è in programma dal 3 al 5 luglio 2026 nella cornice del Mangia’s Brucoli Sicily Autograph Collection, a Brucoli, in provincia di Siracusa. Il tema scelto per questa edizione è “Vino tra identità e valore: il futuro attraverso lo storytelling”.

Il titolo indica con chiarezza la direzione del confronto. Oggi il vino non può essere raccontato soltanto attraverso la tecnica o il prodotto finale. Deve saper comunicare la sua storia, il territorio da cui nasce, il lavoro degli enologi, le scelte delle aziende, la sostenibilità, la ricerca e la capacità di parlare ai nuovi mercati.

L’enologo come figura strategica della filiera

L’enologo è oggi una figura centrale nell’evoluzione del settore. Non è più soltanto il garante della qualità produttiva, ma un professionista capace di unire competenza tecnica, conoscenza scientifica, sensibilità umana e visione strategica.

Il suo ruolo attraversa l’intera filiera. Interpreta i territori, accompagna le aziende nelle scelte produttive, legge i cambiamenti dei mercati, contribuisce ai percorsi di sostenibilità e aiuta il vino a trovare nuovi linguaggi per arrivare al consumatore.

Proprio da questa evoluzione nasce il senso del 30° Enosimposio. La Sicilia del vino, con i suoi vitigni autoctoni, i suoi microclimi, le sue aree produttive e la sua biodiversità, rappresenta oggi uno dei laboratori più interessanti dell’enologia mediterranea.

Una crescita qualitativa alla quale gli enologi hanno dato un contributo determinante, rafforzando l’immagine del vino siciliano in Italia e nel mondo.

La Sicilia del vino tra identità, ricerca e innovazione

Giunto alla 30ª edizione, l’Enosimposio rappresenta uno degli appuntamenti più longevi e significativi del confronto enologico nazionale. Nato e cresciuto in Sicilia, ha accompagnato negli anni le trasformazioni della professione e del comparto vitivinicolo.

L’edizione 2026 si svolgerà in un territorio simbolico per il Nero d’Avola, in una fase in cui il settore, e in particolare il comparto dei vini rossi, è chiamato ad affrontare nuove sfide produttive e commerciali.

Sostenibilità, enoturismo, evoluzione dei consumi, mercati internazionali e comunicazione saranno alcuni dei temi al centro delle giornate di lavoro. Il vino, infatti, vive oggi una fase complessa: produce qualità, ma deve riuscire a farla percepire, riconoscere e valorizzare.

Per approfondire il ruolo dell’associazione e le attività nazionali è possibile consultare il sito di Assoenologi.

Figlioli: “Fare sistema per l’intera filiera”

“Il Comitato di Sezione ha fortemente voluto questa trentesima edizione dell’Enosimposio come momento di confronto e crescita per l’intera filiera vitivinicola”, sottolinea Giuseppe Figlioli, presidente di Assoenologi Sicilia.

“Ci incontreremo in un territorio simbolo del Nero d’Avola, in una fase in cui il settore, e in particolare i vini rossi, sono chiamati ad affrontare nuove sfide produttive e di mercato. L’obiettivo è fare sistema, analizzando temi centrali come sostenibilità, enoturismo, evoluzione dei consumi e nuovi linguaggi di comunicazione”.

Figlioli richiama anche il cambiamento della professione: “La figura dell’enologo oggi si è evoluta profondamente. Non è più solo il garante della qualità del vino, ma un professionista con competenze sempre più trasversali, capace di interpretare territori, mercati e strategie aziendali”.

I vertici nazionali di Assoenologi a Brucoli

L’appuntamento vedrà la partecipazione dei vertici nazionali di Assoenologi, con la presenza del presidente Riccardo Cotarella, del direttore Paolo Brogioni e di altri componenti del Consiglio di amministrazione nazionale.

Una presenza che conferma il valore del confronto avviato in Sicilia e la capacità dell’Enosimposio di guardare all’intero sistema vitivinicolo italiano.

Il programma riunirà figure di riferimento del mondo enologico, istituzionale, accademico, produttivo, della distribuzione e della comunicazione. L’obiettivo è costruire un dialogo tra competenze diverse, capace di affrontare le principali sfide che attendono il vino italiano.

La presentazione dei lavori sarà affidata alla giornalista Antonella Genna, mentre le tavole rotonde saranno moderate da Davide Gangi, CEO & Founder di Vinoway Italia e socio onorario Assoenologi.

Qualità, mercati e valore percepito

Tra i temi centrali dell’Enosimposio ci saranno il rapporto tra enologi e filiera, il valore reale e percepito del vino, l’evoluzione dei mercati e le nuove dinamiche della distribuzione.

Si parlerà anche del rapporto tra produttore e consumatore, in una fase in cui le abitudini di acquisto cambiano rapidamente e il racconto del vino diventa sempre più importante.

La qualità resta il punto di partenza. Ma da sola non basta. Il vino deve saper comunicare il proprio valore, spiegare da dove nasce, quali competenze lo hanno generato e quale identità territoriale rappresenta.

Lo storytelling, in questo senso, non è un semplice strumento promozionale. È una parte della strategia di valorizzazione. Raccontare bene il vino significa aiutare il pubblico a comprenderlo, sceglierlo e riconoscerne il valore.

Neuromarketing e percezione della qualità del vino

Ampio spazio sarà dedicato anche alla ricerca scientifica e al neuromarketing, con l’intervento del professor Vincenzo Russo, ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso IULM Milano.

Il suo contributo approfondirà il tema “Superadditività e percezione di qualità del vino: l’importanza di conoscere il potere del cervello in enologia”.

L’intervento analizzerà il modo in cui emozioni, percezioni, stimoli sensoriali e processi cognitivi influenzano il rapporto tra consumatore e vino. Un tema sempre più attuale, perché il valore di un prodotto non nasce soltanto dalla sua qualità oggettiva, ma anche dal modo in cui viene percepito, vissuto e ricordato.

In un mercato competitivo, comprendere questi meccanismi può aiutare aziende ed enologi a costruire esperienze più consapevoli e coerenti.

Etna DOC, Metodo Classico e Nero d’Avola

Non mancheranno approfondimenti tecnici e territoriali dedicati ad alcune delle espressioni più rappresentative della Sicilia del vino.

Tra i focus previsti ci saranno l’Etna DOC, il Metodo Classico siciliano e il Nero d’Avola, simboli di una regione capace di unire identità, ricerca e innovazione.

L’Etna continua a rappresentare uno dei territori più dinamici e riconosciuti a livello internazionale. Il Metodo Classico siciliano racconta invece una crescente capacità di sperimentazione e qualità. Il Nero d’Avola, vitigno identitario per eccellenza, resta una delle grandi sfide produttive e narrative della Sicilia.

Questi temi permetteranno di leggere il vino siciliano non come un blocco unico, ma come un mosaico di territori, stili, visioni e potenzialità.

Spazio alle nuove generazioni di enologi

Particolare attenzione sarà rivolta anche alle nuove generazioni di enologi e alla formazione dei futuri professionisti del vino.

Il settore richiede competenze sempre più ampie. Alla conoscenza tecnica devono affiancarsi sensibilità ambientale, capacità comunicativa, visione internazionale, lettura dei mercati e attitudine al lavoro di squadra.

I giovani enologi saranno chiamati a interpretare una professione in continua trasformazione, senza perdere il legame con i territori e con l’identità del vino italiano.

Il 30° Enosimposio Assoenologi Sicilia sarà quindi anche un’occasione per guardare al futuro della professione, valorizzando il passaggio tra esperienza, innovazione e formazione.

Un confronto per scrivere nuove pagine del vino italiano

L’Enosimposio di Brucoli si presenta come un momento di confronto importante per l’intera filiera.

In tre giorni, Assoenologi Sicilia porterà al centro del dibattito il valore di una professione che continua a evolversi insieme al vino italiano. Una professione che custodisce l’identità dei territori, ma che deve anche saper guardare ai nuovi linguaggi, ai consumatori di domani e ai mercati in cambiamento.

La Sicilia, con la sua storia vitivinicola e la sua capacità di innovare, offre il contesto ideale per questo confronto. Il vino siciliano ha già dimostrato di poter competere per qualità, identità e riconoscibilità. Ora la sfida è consolidare quel valore e raccontarlo con maggiore forza.

Il 30° Enosimposio Assoenologi Sicilia sarà, in questo senso, un’occasione per fare sistema, condividere visioni e contribuire a scrivere nuove pagine del vino italiano.


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