Operazione Hesperia Cassazione
Marsala – La Operazione Hesperia Cassazione segna un punto fermo nella lunga vicenda giudiziaria che nel settembre 2022 aveva colpito i vertici delle famiglie mafiose del Trapanese.
La Suprema Corte ha infatti confermato quasi integralmente le condanne già inflitte in secondo grado, rigettando la maggior parte dei ricorsi presentati dalle difese e rendendo definitiva la sentenza emessa nell’aprile 2025.
Solo due annullamenti con rinvio
Nel procedimento relativo alla Operazione Hesperia Cassazione, l’unico parziale accoglimento riguarda due posizioni specifiche.
I giudici hanno disposto:
- l’annullamento con rinvio per il marsalese Francesco Giuseppe Raia, limitatamente a un capo d’imputazione per turbativa d’asta;
- la rideterminazione della pena per il mazarese Vincenzo Romano, in relazione a un singolo reato.
Per tutti gli altri imputati, invece, le condanne sono diventate definitive.
Un’inchiesta che colpì i vertici mafiosi
L’indagine, avviata il 6 settembre 2022 dai Carabinieri, aveva scompaginato le famiglie mafiose di:
- Marsala
- Mazara del Vallo
- Campobello di Mazara
- Petrosino
Nel complesso furono coinvolti 35 presunti affiliati e fiancheggiatori di Cosa Nostra, con 33 arresti tra carcere e domiciliari.
Al centro dell’inchiesta della Operazione Hesperia Cassazione figura il campobellese Francesco Luppino, ritenuto storico fedelissimo di Matteo Messina Denaro. Secondo l’accusa, dopo una lunga detenzione per mafia, Luppino avrebbe tentato di ricostruire la rete dei mandamenti nel territorio trapanese.
Il processo abbreviato
Il procedimento celebrato con rito abbreviato ha riguardato 27 imputati, accusati a vario titolo di:
- associazione mafiosa
- estorsione
- turbata libertà degli incanti
- traffico di stupefacenti
- detenzione di armi
- gioco d’azzardo
Tutti reati aggravati dal metodo mafioso.
In primo grado il gup Ermelinda Marfia aveva inflitto quasi 230 anni complessivi di carcere e circa 140 mila euro di multe.
Le condanne principali confermate
La pronuncia della Operazione Hesperia Cassazione consolida un quadro accusatorio ritenuto solido.
Tra le pene più rilevanti:
- 20 anni per Francesco Luppino
- 28 anni e 6 mesi complessivi per Francesco Giuseppe Raia (in continuazione con precedente condanna)
- 18 anni per Antonino Cuttone e Vincenzo Spezia
- 16 anni per Piero Di Natale
- 12 anni per Antonino Ernesto Raia
- 11 anni e 4 mesi per Marco Buffa
- 9 anni per Vito Gaiazzo
- 8 anni e 8 mesi per Antonino Pace e Tiziana Rallo
Le altre pene
Nel filone della Operazione Hesperia Cassazione risultano inoltre definitive le condanne per:
- Carmelo Salerno: 6 anni e 8 mesi e 30 mila euro di multa
- Vincenzo Pisciotta: 6 anni e 4 mesi
- Leonardo Casano e Michele Vitale: 6 anni
- Giuseppe Salerno: 5 anni e 8 mesi
- Antonino Nastasi: 5 anni
- Giuseppe Speciale: 4 anni
- Giuseppa Prinzivalli e Francesco Pulizzi: 5 anni
Chiudono il quadro:
- Francesco Stallone, Girolamo Li Causi, Marco Manzo e Vito Vincenzo Rallo: 4 anni e 4 mesi
- Rosario Stallone: 3 anni e 4 mesi
- Jonathan Lucchese: 3 anni e 8 mesi
Un colpo alle cosche del Trapanese
L’operazione Hesperia resta una delle più importanti azioni antimafia degli ultimi anni nel territorio.
Le indagini avevano evidenziato una struttura gerarchica articolata, capace di infiltrarsi nelle aste giudiziarie del Tribunale di Marsala e di mantenere interessi nel traffico di droga e nel gioco illegale.
Secondo gli inquirenti, l’organizzazione stava anche mostrando segnali di ricambio generazionale, elemento che aveva destato particolare attenzione investigativa.
Un capitolo giudiziario che si chiude
Con la decisione della Suprema Corte, la vicenda della Operazione Hesperia Cassazione si avvia alla conclusione definitiva per la gran parte degli imputati.
Il verdetto rappresenta un passaggio giudiziario rilevante per l’area trapanese, storicamente interessata dalla presenza di Cosa Nostra e già legata all’influenza del boss Matteo Messina Denaro.
Resta fermo che il procedimento si colloca nell’ambito delle decisioni definitive della magistratura, a conclusione dei vari gradi di giudizio.
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