Tari Trapani 2025 tra le più care d’Italia
Trapani – La Tari Trapani 2025 tra le più care d’Italia rappresenta un tema che riaccende il dibattito sulla pressione fiscale nel territorio provinciale. Secondo l’ultima indagine conoscitiva realizzata dal servizio “Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali” della UIL nazionale, il capoluogo trapanese si colloca al quarto posto nella classifica delle città italiane con i costi più elevati per la tassa sui rifiuti.
A sottolinearlo è il segretario generale della UIL Trapani, Tommaso Macaddino, che evidenzia come la Tari continui a incidere pesantemente sui bilanci delle famiglie locali.
Tari Trapani 2025 tra le più care d’Italia: i numeri dell’indagine
Secondo i dati diffusi dalla UIL, una famiglia tipo composta da quattro persone, residente in un’abitazione di circa 80 metri quadrati, nel 2025 ha sostenuto una spesa media annua di 521 euro. Il valore risulta nettamente superiore alla media nazionale, stimata in circa 350 euro.
Trapani si inserisce così nella “top ten” delle città più costose, preceduta soltanto da:
- Pisa con 650 euro
- Brindisi con 529 euro
- Pistoia con 524 euro
Macaddino definisce i dati «impietosi», sottolineando come il peso della tassa sui rifiuti rischi di aggravare ulteriormente il divario sociale del territorio.
L’andamento storico delle tariffe Tari Trapani 2025
L’analisi storica elaborata dalla UIL evidenzia un trend di crescita costante negli ultimi anni. In particolare, l’evoluzione della tariffa media risulta la seguente:
- 2020: 494 euro
- 2021: 465 euro
- 2022: 457 euro
- 2023: 472 euro
- 2024: 511 euro
- 2025: 521 euro
Dal 2022 a oggi, quindi, si registra un aumento progressivo che ha portato la tariffa da 457 euro agli attuali 521 euro, con un incremento dell’1,98% rispetto all’anno precedente.
Confronto con le altre città siciliane
I dati mettono in evidenza anche un significativo squilibrio territoriale all’interno della Sicilia. Nel confronto regionale, Trapani risulta tra le realtà più onerose. Infatti:
- Agrigento registra 500 euro
- Catania 483 euro
- Palermo 373 euro
- Messina 315 euro
Secondo la UIL, queste differenze evidenziano criticità strutturali legate alla gestione del ciclo dei rifiuti e alla carenza di impianti adeguati.
UIL Trapani: richiesta di strategie per ridurre la pressione fiscale
Macaddino sottolinea come la tassa sui rifiuti, nata per coprire i costi del servizio, rischi di trasformarsi in un prelievo fiscale non proporzionato all’efficienza del sistema. Il sindacato chiede quindi politiche pubbliche di lungo periodo e un utilizzo strategico delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per colmare il divario impiantistico.
Secondo la UIL Trapani, diventa fondamentale avviare un confronto con le istituzioni per individuare soluzioni capaci di ridurre la pressione fiscale e migliorare la qualità del servizio ambientale offerto ai cittadini.
Prospettive e richieste per il territorio trapanese
L’organizzazione sindacale sottolinea l’urgenza di interventi strutturali che possano garantire un sistema di gestione dei rifiuti più sostenibile, efficiente ed equo. L’obiettivo, evidenzia la UIL, deve essere quello di evitare che i costi ricadano esclusivamente sulle famiglie, senza un reale miglioramento dei servizi.
La questione della Tari resta quindi centrale nel dibattito economico e sociale del territorio, anche alla luce dell’impatto che il costo dei servizi essenziali ha sul potere d’acquisto delle famiglie.
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