In carcere Emanuele Bonafede
Campobello di Mazara – I Carabinieri della Stazione di Campobello di Mazara hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di Emanuele Bonafede, castelvetranese, classe 1973, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari dal marzo 2023.
Il provvedimento è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo e dispone la sostituzione della misura domiciliare con la detenzione in carcere.
I reati contestati e il legame con la latitanza
Alla base dell’ordine di carcerazione vi sono reati di associazione di stampo mafioso, patrocinio o consulenza infedele e favoreggiamento, contestati a Bonafede per il supporto alla latitanza del boss Matteo Messina Denaro, nel periodo precedente al suo arresto.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le condotte contestate si inseriscono nel contesto delle attività di sostegno logistico e relazionale riconducibili all’organizzazione mafiosa di riferimento.
Traduzione nel carcere di Trapani
Dopo il completamento degli atti di rito, Emanuele Bonafede è stato tradotto presso la casa circondariale di Trapani, dove sconterà la pena disposta dall’autorità giudiziaria.
L’operazione rientra nell’attività costante di contrasto alla criminalità organizzata condotta dalle forze dell’ordine sul territorio del Trapanese, con particolare attenzione alle reti di supporto che hanno favorito per anni la latitanza di esponenti di vertice di Cosa nostra.
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