L’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028 a Valderice continua ad alimentare lo scontro politico. Dopo le dichiarazioni del sindaco Francesco Stabile, arriva la dura replica delle forze di opposizione, che contestano la ricostruzione fatta dal primo cittadino e parlano di una realtà politica e amministrativa ben diversa da quella descritta dall’amministrazione. Secondo l’opposizione, il sindaco non può più contare sulla maggioranza politica con cui era stato eletto. “I numeri in Consiglio comunale dimostrano che gli equilibri sono cambiati da tempo”, sostengono i consiglieri, accusando Stabile di voler rappresentare come stabile una situazione che, a loro avviso, non lo è più.
Otto mesi di ritardo e il nodo della maggioranza
Al centro delle critiche c’è soprattutto il ritardo con cui il Bilancio è arrivato all’esame dell’aula. L’opposizione ricorda che il documento finanziario è stato approvato dopo otto mesi di esercizio provvisorio, quando gran parte delle risorse era già stata impegnata. Un ritardo che, evidenziano, ha portato anche al commissariamento del Comune per l’approvazione dello strumento finanziario. “Non si può trasformare un ritardo amministrativo di otto mesi in una scelta strategica o virtuosa”, affermano. I consiglieri rivendicano inoltre il ruolo svolto durante la discussione del Bilancio, sottolineando che il Consiglio non si è limitato ad approvare il documento predisposto dalla Giunta.
Scuola, precari e il voto dell’opposizione
In particolare, ricordano l’approvazione di un emendamento da 40 mila euro destinato alle esigenze della scuola, modificando una delle scelte inizialmente previste dall’amministrazione. “La rilevanza di un emendamento non si misura sull’intero volume del Bilancio, ma sulla capacità di cambiare le priorità di spesa nell’interesse della comunità”, spiegano. Non manca l’affondo sul tema dei lavoratori precari. L’opposizione sostiene di avere più volte sollecitato interventi concreti a sostegno del personale e giudica insufficiente l’emendamento da 20 mila euro presentato dalla Giunta. “Una somma utile, ma lontana dall’essere una risposta strutturale al problema della precarietà”, affermano. I consiglieri chiariscono anche le ragioni della loro astensione al momento del voto finale. Una scelta che definiscono “responsabile”, maturata per evitare conseguenze negative per l’ente e per i cittadini dopo avere ottenuto modifiche al documento finanziario. “Il nostro ruolo non è bloccare il Comune, ma migliorare gli atti quando è possibile”, spiegano.
“Nessuna visione per il futuro di Valderice“
Tra i passaggi più duri della nota c’è l’accusa rivolta al sindaco di avere tentato di utilizzare la crisi politica per rafforzare la propria posizione. L’opposizione sostiene che Stabile avrebbe puntato allo scioglimento del Consiglio comunale per governare senza ostacoli e preparare la propria campagna elettorale in vista delle Regionali del 2027. Accuse accompagnate anche da critiche alla sua storia politica, ricordando i cambi di schieramento degli ultimi anni e l’ingresso di consiglieri provenienti da altre forze politiche in Forza Italia. Ma la contestazione non riguarda soltanto il metodo. Per l’opposizione il vero limite del Bilancio è l’assenza di una prospettiva di sviluppo per Valderice. “Siamo davanti a uno strumento che si limita all’ordinaria amministrazione”, sostengono, denunciando la mancanza di investimenti e strategie per il turismo, l’occupazione e la crescita economica del territorio. Secondo i consiglieri, il Comune rischia di perdere competitività sul piano turistico senza che vengano messe in campo azioni concrete per sostenere le strutture ricettive e attrarre nuove presenze. “Mentre altri territori programmano e investono, Valderice resta ferma alla gestione dell’esistente”, affermano. L’opposizione conclude ribadendo che continuerà a svolgere il proprio ruolo “con serietà e responsabilità”, sostenendo le iniziative ritenute utili per la comunità e contrastando quelle che non condivide. Ma il messaggio politico è chiaro: per i consiglieri, il Bilancio approvato rappresenta la fotografia di un’amministrazione in difficoltà, priva di una maggioranza solida e senza una vera strategia per il futuro del territorio.