Se domani scoppiasse una nuova pandemia, la situazione in provincia di Trapani sarebbe molto simile a quella del 2020. Con ogni probabilità, l’assessorato regionale sceglierebbe nuovamente l’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala come nosocomio d’emergenza, esattamente come avvenne ai tempi del Covid, con il trasloco di gran parte dei reparti in altre strutture sanitarie. Il padiglione per le malattie infettive, progettato nel 2020 proprio per affrontare nuove possibili crisi pandemiche, è infatti ben lontano dall’essere completato. Il progetto preliminare venne presentato, quasi a sorpresa, il 3 dicembre del 2020, alla presenza dell’ex assessore della Giunta Musumeci Ruggero Razza, dei vertici dell’Asp e dei politici del territorio (deputati regionali, amministrazione, consiglieri). Il progetto esecutivo, reso noto nei mesi successivi e firmato dall’ingegnere Gianni Plicchi, prevedeva una struttura su tre piani su una superficie complessiva di 6.277 mq, a pochi metri dall’ospedale, per un costo complessivo di 13 milioni di euro.

Per l’inizio dei lavori, tuttavia, ci vollero diversi mesi e l’intervento per la realizzazione del piano terra – finanziato con uno stanziamento di 5,6 milioni di euro – si è protratto fino a poche settimane fa, con ripetuti “stop and go”. L’attesa inaugurazione non c’è mai stata, né è stato completato il collaudo dell’opera, che allo stato attuale si trova in stato di abbandono, circondata da una folta vegetazione non curata. I locali, comprendenti il nuovo Pronto Soccorso e il tunnel di collegamento al restante complesso ospedaliero, nonchè le centrali di distribuzione dei gas medicali, sono al momento chiusi al pubblico e non utilizzabili.
Dall’Asp fanno sapere che si stanno riavviando gli impianti, alla luce del mancato utilizzo, mentre una ditta si sta occupando del completamento dell’impianto riguardante i gas medicali. Del piano superiore, invece, non c’è traccia. Sono visibili i pilastri, ma non si registra nessun avanzamento dei lavori, né è presente un cartello con gli estremi dell’intervento (data di consegna del cantiere, importo dei lavori, conclusione dell’intervento, etc…). Eppure, proprio il primo piano della struttura era considerato strategica per affrontare le future emergenze sanitarie, visto che era stato progettato con la previsione di inserire 16 posti letto: 10 per la terapia intensiva e 6 per la terapia sub-intensiva. Anche il secondo piano dovrebbe ospitare altri posti letto, ma al momento la sua realizzazione sembra un lontanissimo miraggio. Servono circa 8 milioni di euro, ma dalle parti del soggetto attuatore, al momento, tutto tace.
Eppure, nel 2021, il commissario pro tempore dell’Asp, Paolo Zappalà, garantiva che l’intera opera sarebbe stata pronta in meno di un anno…
LA REPLICA DELL’ASP DI TRAPANI
Con una lunga nota inviata alla nostra redazione, il dirigente dell’U.O.C. Gestione Tecnica, l’ingegnere Francesco Costa, dopo aver definito “ampiamente sovradimensionato” il progetto iniziale del Padiglione per le malattie infettive, chiarisce alcuni punti in relazione al secondo stralcio dell’opera, che rispetto al progetto iniziale – giudicato “largamente sovradimensionato” dal dirigente Costa – è stato sottoposto a un primo adeguamento durante la Conferenza dei Servizi, alla luce delle prescrizioni del Genio Civile (per gli aspetti strutturali) e dei Vigili del Fuoco (per la prevenzione incendi). Il 26 novembre dello scorso anno il RUP ha definitivamente esitato il progetto esecutivo, che prevede 10 posti letto di terapia intensiva e 6 posti letto di terapia sub intensiva. Alla luce di ciò la procedura di gara è stata indetta con un importo dei lavori a base d’asta di 5.537,629,30 euro. Con deliberazione del Commissario Straordinario n. 1761 del 23/12/2025 l’ASP ha approvato gli atti di gara, aggiudicando l’appalto dei lavori al Consorzio Stabile Cadel di Napoli. I lavori sono stati avviati il 19 febbraio di quest’anno, ma allo stato attuale risultano fermi a causa della redazione di una perizia di variante resasi necessaria per la risoluzione di criticità emerse in corso d’opera. Per la ripresa dei lavori si attende il rilascio dell’autorizzazione del Genio Civile sui calcoli della struttura portante.