Si apre un nuovo capitolo giudiziario nell’inchiesta sulla presunta rete di spaccio che, secondo la Procura, riforniva anche ambienti della cosiddetta “Trapani bene”. La Corte di Cassazione ha infatti accolto due giorni fa solo in parte alcuni dei ricorsi presentati dagli imputati, annullando con rinvio alcune decisioni della Corte d’Appello di Palermo. Tra le posizioni che saranno nuovamente esaminate c’è quella di Crispino Erice, per il quale la Suprema Corte ha disposto l’annullamento integrale della sentenza, rendendo necessario un nuovo processo d’appello. Diversa la situazione di Annibale Baiata: per lui l’annullamento riguarda esclusivamente la determinazione della pena, mentre il resto della decisione resta confermato.
La Cassazione ha invece dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da Giuseppe Rinaudo, Massimiliano Voi, Mariano Galia, Francesco Salerno e Antonio Voi. Oltre alla conferma delle rispettive condanne, i cinque dovranno sostenere le spese processuali e versare 3 mila euro ciascuno alla Cassa delle ammende. L’indagine, avviata negli anni scorsi, aveva portato alla luce quella che gli inquirenti ritengono fosse un’organizzazione dedita al traffico di cocaina e hashish. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe utilizzato un immobile di via Niso come base logistica per custodire e smistare lo stupefacente destinato al mercato trapanese. La vicenda giudiziaria, con la decisione della Cassazione, è ora destinata a proseguire davanti ai giudici d’appello per le posizioni interessate dall’annullamento con rinvio.