Nuovo allarme per la tutela del litorale di Favignana. Il Comitato spontaneo “Salviamo lo Stornello e le Egadi”, assistito dall’avvocato Oscar Ferreri, ha trasmesso una formale diffida a numerosi enti competenti chiedendo interventi urgenti per fermare quella che viene definita una crescente pressione edilizia e turistica sulle aree costiere dell’isola. L’atto è stato indirizzato al Comune di Favignana, all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, al Corpo Forestale della Regione Siciliana, alla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Trapani, oltre che alle autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza. Secondo il Comitato, il progressivo aumento di concessioni e autorizzazioni per strutture ricettive e manufatti lungo la costa rischierebbe di compromettere gli equilibri ambientali dell’isola e la conservazione degli habitat naturali.
Tra le principali contestazioni figura il ricorso al meccanismo del silenzio-assenso per il rilascio di autorizzazioni in aree sottoposte a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali. Il Comitato sostiene che, trattandosi di zone comprese nella Rete Natura 2000, nell’Area Marina Protetta delle Egadi e nel Piano Paesaggistico, sarebbero invece necessarie autorizzazioni espresse e specifiche valutazioni di incidenza ambientale. Nella diffida vengono inoltre segnalate strutture autorizzate come temporanee che, secondo i firmatari, resterebbero installate oltre i termini previsti, trasformandosi di fatto in opere permanenti. Le criticità riguarderebbero diverse aree dell’isola, tra cui Cala Pirreca, Cala Rotonda, Punta Marsala, Torretta, Punta Sottile, Burrone e la strada costiera di Mezzogiorno, dove si ipotizzano possibili violazioni delle norme che vietano nuove edificazioni entro 150 metri dalla battigia.
Il documento richiama anche presunti scavi non autorizzati per la realizzazione di impianti fognari e segnala il passaggio di veicoli in aree protette e in prossimità di habitat di particolare pregio naturalistico. Con la diffida il Comitato chiede alle amministrazioni interessate di effettuare verifiche straordinarie, riesaminare eventuali autorizzazioni ritenute non conformi e sospendere temporaneamente il rilascio di nuove concessioni lungo la fascia costiera fino all’approvazione del Piano Urbanistico Generale e del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo. Gli enti destinatari avranno trenta giorni di tempo per fornire una risposta. In caso contrario, il Comitato annuncia di essere pronto a rivolgersi alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla Commissione Europea per le verifiche di competenza.