Marsala tra PUG e Università: la visione per una città dal respiro internazionale

redazione

Marsala tra PUG e Università: la visione per una città dal respiro internazionale

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mercoledì 01 Luglio 2026 - 06:00

Il mondo procede a passo velocissimo e per Marsala, spenti i riflettori sull’ultima tornata elettorale, si apre la stagione più importante: quella dei contenuti, della programmazione e della visione a lungo termine. La nostra terra è buona e i prossimi anni saranno il tempo della semina; sta alla responsabilità della società civile, dei professionisti e di tutte le forze produttive far sì che la città possa finalmente raccoglierne i frutti migliori e guardare al futuro con grandi ambizioni. L’alternativa, purtroppo, è rimanere ostaggi di vecchi schemi del passato, rassegnandoci a un provincialismo che Marsala non merita.
Una città complessa, ricca di storia ma anche di fragilità strutturali, non può più permettersi di essere gestita rincorrendo le emergenze. Serve una rotta chiara capace di ridefinire il territorio per i prossimi anni, e questa rotta non può che poggiare su due macrotemi fondamentali e strettamente interconnessi: la pianificazione urbanistica del nuovo PUG e l’investimento strategico sull’Alta Formazione universitaria.

Il nuovo PUG: un manifesto di vivibilità e rigenerazione

Il punto di partenza per ridisegnare la città deve essere il Piano Urbanistico Generale (PUG). Lo strumento urbanistico non deve più essere concepito come una griglia burocratica o come il via libera a nuove espansioni cementizie, bensì come il disegno ecologico, economico e sociale della comunità.
In ambito europeo ed italiano, le esperienze urbanistiche più avanzate dimostrano che le città moderne crescono migliorando quello che esiste già. La tendenza attuale punta con decisione sulla “depavimentazione” (il recupero di suolo permeabile al posto dell’asfalto in eccesso), sull’adozione di un verde resiliente capace di mitigare il microclima urbano, sulla creazione strategica di zone d’ombra per contrastare le bolle di calore e sulla prevenzione dei danni da piogge torrenziali.
Un approccio simile è non solo applicabile, ma urgente anche a Marsala. Il nostro territorio, caratterizzato da un immenso patrimonio che va dalle contrade fino al waterfront, necessita di regole all’avanguardia. Introdurre nel PUG criteri rigidi sulla permeabilità dei suoli e sulla rigenerazione del tessuto urbano esistente significa proteggere la nostra terra e, al contempo, qualificare l’offerta legata all’agricoltura e al turismo esperienziale, offrendo standard di vivibilità superiori ai cittadini e ai visitatori. A questa visione rigenerativa va necessariamente affiancata una logistica moderna: in quest’ottica, la realizzazione della nuova tangenziale di collegamento tra Mazara del Vallo e l’ospedale di Marsala diventa una priorità assoluta per cambiare radicalmente in positivo la viabilità, i tempi di soccorso e le connessioni strategiche dell’intera area.

L’Alta Formazione come motore di una nuova mentalità

Tuttavia, la rigenerazione degli spazi rischia di rimanere un guscio vuoto se non viene riempita di contenuti e di prospettive per le nuove generazioni. Il vero salto di qualità culturale ed economico per Marsala passa dalla capacità di trasformarsi in un polo universitario d’eccellenza, attrattivo e connesso con le proprie vocazioni storiche.
Portare stabilmente in città facoltà e corsi di alta formazione legati all’Università di Palermo (UNIPA) cambierebbe profondamente il tessuto sociale, portando una mentalità più aperta, giovane e internazionale.

Pensiamo a pilastri strategici come: Archeologia, per valorizzare un patrimonio sotterraneo e subacqueo unico nel Mediterraneo; Agraria ed Enologia, per dare un background accademico di altissimo livello alle nostre principali risorse economiche; I corsi di specializzazione legati al Campus Biomedico presso il presidio ospedaliero, per fare della città un punto di riferimento scientifico e sanitario.
Dall’urbanistica e dall’università derivano, a cascata, l’attrattività economica, lo sviluppo dell’indotto turistico e la sicurezza sociale. Se non si dà priorità assoluta a queste due fondamenta, ogni altra misura rischia di rivelarsi una soluzione apparente a breve termine. Su temi cruciali come il PUG e lo sviluppo universitario non servono barriere o bandiere ideologiche, ma un confronto alto, tecnico, competente e lungimirante.

Vito Zichittella*

*Architetto, docente e paesaggista. Formatosi tra la Sicilia, l’Emilia, la Toscana e il Portogallo, unisce la competenza maturata negli studi e all’estero con l’esperienza sul campo anche nell’azienda vivaistica di famiglia a Marsala.

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