Riforma del servizio idrico in Sicilia, confronto aperto tra Regione e sindacati: “Dialoghiamo”

redazione

Riforma del servizio idrico in Sicilia, confronto aperto tra Regione e sindacati: “Dialoghiamo”

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mercoledì 27 Maggio 2026 - 16:46

Si apre il confronto sulla riforma del servizio idrico in Sicilia approvata dalla giunta regionale. L’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni ha annunciato la convocazione delle organizzazioni sindacali per il prossimo 4 giugno, con l’obiettivo di discutere il disegno di legge e approfondire soprattutto gli aspetti che riguardano il personale delle Assemblee territoriali idriche (Ati), attuali gestori dei nove ambiti del servizio. Secondo Colianni, la riforma è ancora aperta a contributi e modifiche migliorative durante l’iter parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana. L’assessore ha inoltre assicurato che il testo contiene già meccanismi di tutela per i lavoratori delle Ati e per le convenzioni esistenti. La proposta nasce anche per superare le criticità evidenziate da ARERA e dalla Corte dei conti, che hanno più volte indicato nella frammentazione della gestione uno dei punti deboli del sistema idrico siciliano.

Le preoccupazioni di Cisl e Femca: “Mancato il confronto”

Non mancano però le perplessità da parte di CISL Sicilia e Femca CISL Sicilia, che chiedono maggiore chiarezza sul futuro del comparto e criticano il mancato coinvolgimento preventivo dei sindacati. Il segretario generale della Cisl Sicilia Leonardo La Piana e il segretario generale della Femca Cisl Sicilia Stefano Trimboli sottolineano come il confronto richiesto nei mesi scorsi non sia mai realmente partito. Secondo le prime indiscrezioni, il nuovo ddl riproporrebbe un modello già discusso nel 2021, con Ato unico regionale, istituzione dell’Autorità Idrica Siciliana, trasformazione degli attuali ambiti territoriali in strutture periferiche e introduzione della tariffa unica regionale. Per i sindacati, pur trattandosi di una possibile occasione di semplificazione in alcune realtà ancora commissariate o incomplete, restano molti nodi da sciogliere.

Occupazione, contratti e governance: i nodi aperti della riforma

Tra i punti su cui Cisl e Femca chiedono chiarimenti immediati ci sono le garanzie occupazionali per il personale impiegato nei gestori del servizio idrico, il destino dei contratti e delle concessioni attualmente in vigore e le modalità della futura governance regionale. I sindacati evidenziano il rischio che, senza una transizione ben definita, possano emergere criticità amministrative e gestionali in grado di incidere negativamente sull’efficienza del sistema. Al centro del dibattito anche il ruolo futuro di Siciliacque all’interno del nuovo assetto regionale. “La riforma del servizio idrico rappresenta un passaggio importante per il futuro del comparto – dichiarano Cisl Sicilia e Femca Cisl Sicilia – ed è necessario che venga costruita attraverso il confronto con tutte le parti interessate”. Le organizzazioni sindacali tornano così a chiedere l’apertura di un tavolo permanente con il governo regionale, affinché la riforma possa trasformarsi in una reale occasione di rafforzamento ed efficientamento del sistema idrico siciliano.

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