Alle origini della mafia: i documenti segreti che raccontano la prima lotta dello Stato

Paolo Navarra

Alle origini della mafia: i documenti segreti che raccontano la prima lotta dello Stato

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lunedì 04 Maggio 2026 - 21:55

Un’indagine negli Archivi di Stato di Napoli, Palermo, Messina e Trapani riporta alla luce una pagina poco esplorata delle origini della mafia. È questo il cuore del lavoro di Salvatore Mugno, che nel suo saggio Nascita della mafia pubblicato da Navarra Editore ricostruisce, attraverso documenti inediti, l’attività del magistrato Pietro Calà Ulloa, figura chiave nel primo riconoscimento del fenomeno mafioso in Sicilia.

Il volume si concentra sugli anni tra il 1838 e il 1846, periodo in cui Calà Ulloa, nominato Procuratore generale del Re, operò nell’isola individuando e contrastando quelle dinamiche criminali che solo in seguito sarebbero state definite “mafiose”. Attraverso istruttorie, rapporti e atti giudiziari mai studiati prima, Mugno colma un vuoto significativo nella ricostruzione storica delle fasi iniziali della mafia, offrendo una narrazione fondata su fonti documentarie finora ignorate.

Il saggio si distingue per l’ampio utilizzo di materiali inediti, recuperati e decifrati nel corso di anni di ricerca negli archivi statali. Ne emerge un quadro dettagliato della Sicilia dell’epoca, segnata da fragilità istituzionali e da una criminalità in via di strutturazione. Mugno racconta con precisione l’azione del magistrato sin dal suo arrivo, evidenziandone le iniziative, i risultati ottenuti e le difficoltà incontrate nel tentativo di arginare un fenomeno ancora privo di una definizione codificata.

Particolare rilievo assume l’appendice del volume, che raccoglie comunicazioni e relazioni inedite dello stesso Calà Ulloa sulla situazione giudiziaria e sociale dell’isola e sulla lotta alla criminalità organizzata, offrendo uno sguardo diretto e contemporaneo agli eventi.

Autore prolifico, Mugno affianca all’attività narrativa quella saggistica, con opere dedicate soprattutto ai temi della criminalità e della giustizia. Tra i suoi lavori più noti figurano studi su casi irrisolti e figure controverse della magistratura, confermando un percorso di ricerca orientato all’approfondimento delle zone d’ombra della storia italiana recente e passata.

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