Il musicista siciliano Pier Avellino ha rilasciato il 1° maggio il nuovo brano “Nankurunaisa” (Rebirth 86), un lavoro che ha raccontato la fine di una relazione durata sei anni, trasformando il dolore del distacco in un percorso di maturità, consapevolezza e speranza. Il brano ha messo al centro il conflitto tra testa e cuore, rileggendo il celebre mantra giapponese “nankurunaisa”, che significa “con il tempo tutto si sistema”, come chiave emotiva dell’intera narrazione. La canzone ha così raccontato un amore vissuto intensamente, arrivato al suo epilogo non come frattura definitiva ma come passaggio complesso verso una possibile rinascita o un “arrivederci” carico di attesa.
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L’ispirazione del pezzo è nata da un dettaglio fortemente simbolico: un tatuaggio sulla gamba della partner con la scritta “Nankurunaisa”. Quel segno indelebile ha guidato l’intera costruzione del brano, assumendo significati diversi nel corso della storia. All’inizio è stato percepito come promessa e luce, poi come ricordo doloroso che ha accompagnato la fine del rapporto, fino a diventare infine una riflessione più ampia sul tempo e sulla capacità di guarire le ferite. Il testo ha descritto con profondità la lotta interiore vissuta dopo la rottura: da un lato la razionalità, che ha riconosciuto le fragilità della relazione e la necessità della distanza; dall’altro il cuore, ancora legato ai sei anni condivisi, ai ricordi e al senso di mancanza. Questa dualità ha reso il brano un racconto intimo e universale allo stesso tempo.
“Nankurunaisa” ha così assunto per Pier Avellino una doppia valenza: da una parte la fine di un amore, dall’altra la possibilità che il tempo possa ricomporre ciò che si è spezzato, in forme nuove e inattese. Nonostante il dolore, nel brano non è emerso rancore, ma una forma di resilienza emotiva che ha trasformato la ferita in consapevolezza. Il percorso narrato dal producer e percussionista afro-house-dance, ha mostrato la caduta delle illusioni iniziali e il passaggio da una visione idealizzata dell’amore a una più matura e reale. Tuttavia, proprio in questa trasformazione si è inserita la forza del messaggio finale: tutto passa, tutto si evolve, e anche le storie più intense trovano un proprio equilibrio nel tempo, lasciando aperta la possibilità di un nuovo inizio.