L’insabbiamento sistematico del porto di Mazara del Vallo, ed il mancato avvio delle necessarie operazioni di dragaggio da parte degli organi competenti, hanno indotto la Capitaneria di porto ad aggiornare i pescaggi consentiti in ingresso, a tutela della sicurezza della navigazione nell’intero bacino portuale. Il provvedimento arriva al termine di una prudente azione di monitoraggio e supervisione dell’intero ambito portuale, svolta con l’ausilio dei servizi tecnico nautici, in particolare del pratico locale del porto, il quale ha effettuato una ricognizione mirata con apposita strumentazione tecnica, volta ad avere un quadro attendibile dei valori di fondale nella zona più esterna, quella destinata alle navi commerciali di maggiore pescaggio.
La ricognizione, nello specifico, si è resa necessaria dopo diverse segnalazioni di possibile variazione dei valori delle batimetriche in diversi ambiti, ed atteso l’ulteriore rinvio delle operazioni di dragaggio del porto canale, inizialmente previste entro la fine del 2025. Inoltre, fa sapere la Capitaneria di porto, i recenti eventi di insabbiamento di pescherecci destinati ai locali cantieri navali, hanno rappresentato un significativo campanello di allarme, al punto da ritenere non più attendibile il previgente provvedimento che fissava i pescaggi consentiti, risalente al 2011. Le misure adottate, pur non limitando la navigazione alle unità che tradizionalmente fanno scalo nel porto mazarese, tendono ad una razionalizzazione dei posti di ormeggio disponibili, imponendo semmai delle verifiche preventive alle sole unità che, provenienti da altri porti, hanno necessità di entrare a Mazara del Vallo solo occasionalmente, o in determinati periodi dell’anno. Per quanto riguarda le navi mercantili, invece, destinate alle sole banchine commerciali, le prescrizioni raccomandano, in caso di pescaggi elevati, di pianificare l’ingresso e l’uscita dal porto preferibilmente in orari di alta marea, avendo cura di adottare tutte le precauzioni del caso per un attento monitoraggio del battente d’acqua disponibile.
Si tratta, al momento, di un provvedimento provvisorio, perché qualora la Regione dovesse riuscire a disporre, in attesa dell’avvio di un significativo intervento di dragaggio, una mappatura più accurata delle batimetriche portuali, potrebbero essere apportate delle varianti rispetto all’attuale dispositivo, ma la prudenza, e la previsione di incremento dei traffici per il periodo estivo, nonchè la programmata demolizione, presso i locali cantieri navali, di diversi pescherecci siciliani che hanno ottenuto il contributo comunitario per l’arresto definitivo, prevista già a partire dalle prossime settimane, impongono la massima cautela e l’adozione di adeguate misure di prevenzione.