Costi della politica, Patti: “Si cambia metodo, niente cene pagate. Non faremo cose opache”

Gaspare De Blasi

Costi della politica, Patti: “Si cambia metodo, niente cene pagate. Non faremo cose opache”

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martedì 28 Aprile 2026 - 10:50

In riferimento ad un articolo pubblicato in mattinata dalla testata online Tp24, arriva la replica della candidata a sindaco Andreana Patti. L’argomento trattato si riferiva ad un documento che era sembrato ai redattori di quella testata come quasi un contratto che la candidata del centrosinistra chiedeva di firmare ai rispettivi assessori indicati, dove, oltre all’impegno di lasciare il seggio a Palazzo VII Aprile se candidati eletti, vi era anche una sorta di condizione che prevedeva una quota economica da versare da parte dei partiti che avevano indicato un candidato assessore. Nel documento si parlava di una cifra intorno a 4mila euro in termini di supporto alle spese della campagna elettorale, divisi tra partito designatore e assessore designato. Questo è quanto. Di seguito noi riportiamo la replica di Andreana Patti, così come giunta alla nostra redazione:

“In merito ad un articolo pubblicato oggi da una testata, la candidata a sindaca di Marsala Andreana Patti interviene per chiarire la propria posizione e respingere una ricostruzione che, a suo giudizio, tende a ribaltare la realtà dei fatti. «Quello che viene descritto come uno scandalo è, in verità, un cambio di metodo – dichiara Andreana Patti –. Per la prima volta a Marsala si prova a fare politica in modo trasparente: niente cene pagate dal candidato, niente spese coperte senza sapere da dove arrivano i fondi, niente raccolte opache». Il punto centrale, secondo la candidata, riguarda il costo reale della politica. “Per anni la politica si è sostenuta anche attraverso consulenze, incarichi e compensi distribuiti dopo il voto. Un sistema in cui il prezzo vero lo pagavano i cittadini, spesso senza saperlo. Io questo sistema non lo accetto». Andreana Patti ribadisce che chi sceglie di aderire al progetto lo fa in modo chiaro, tracciabile e dichiarato. «Non si compra un ruolo: si condivide una responsabilità, anche organizzativa, alla luce del sole. Capisco che questa impostazione possa sembrare strana a chi è abituato a logiche diverse. E capisco anche che possa essere raccontata male, persino da chi dovrebbe informare. Ma la differenza è semplice: trasparenza prima, o opacità dopo. Io ho scelto da che parte stare»“.

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