Gattino spillato, gli animalisti al Comune di Trapani: “Non si soccorre così, non minimizzare”

redazione

Gattino spillato, gli animalisti al Comune di Trapani: “Non si soccorre così, non minimizzare”

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giovedì 23 Aprile 2026 - 07:00

È polemica sul caso del gattino ferito ritrovato in via Nicasio Triolo. L’associazione LNDC Animal Protection interviene con durezza contro la versione fornita dal Comune di Trapani, accusato di aver minimizzato l’accaduto e di aver definito impropriamente come “primo soccorso” un intervento ritenuto invece dannoso per l’animale ferito e ‘ricucito’ con spillatrice. Secondo gli animalisti il gattino aveva subito maltrattamenti, secondo il Comune era il semplice pronto soccorso di chi non sapeva cosa fare. Secondo quanto diffuso dall’Amministrazione comunale, infatti, le ferite del piccolo sarebbero compatibili con l’attacco di un rapace e le graffette metalliche rinvenute sul corpo sarebbero state applicate da una persona ignota nel tentativo di aiutarlo, escludendo quindi atti di crudeltà. Una ricostruzione che l’associazione contesta in modo netto.

Gli animalisti contestano la storia del primo soccorso

“Definire ‘soccorso’ l’applicazione improvvisata di graffette su un cucciolo di poche settimane significa legittimare comportamenti gravemente inappropriati e potenzialmente dannosi – afferma Piera Rosati -. Il primo soccorso deve essere effettuato solo da personale competente o da cittadini adeguatamente informati, seguendo procedure corrette e nel rispetto del benessere animale. In questo caso, inoltre, il gattino sarebbe stato abbandonato dopo l’intervento, un comportamento che non può essere considerato aiuto”. LNDC sottolinea di essere in contatto diretto con la volontaria che ha realmente salvato il gattino, ribattezzato Popy, e che attualmente si sta prendendo cura di lui. Sarebbe stato proprio il suo intervento tempestivo e qualificato a garantire al piccolo una concreta possibilità di sopravvivenza, mentre le pratiche precedenti – secondo l’associazione – potrebbero averne aggravato le condizioni.

Una comunicazione sbagliata

Nel mirino anche la comunicazione istituzionale. Per LNDC, infatti, il racconto diffuso dal Comune rischia di trasmettere un messaggio fuorviante, abbassando la percezione della gravità dei fatti e facendo passare come accettabili comportamenti che non lo sono. “In un contesto in cui i maltrattamenti sugli animali sono troppo spesso sottovalutati, è fondamentale che le istituzioni utilizzino un linguaggio chiaro, responsabile e basato su elementi certi”, evidenzia l’associazione. Per questo motivo LNDC Animal Protection ha formalmente scritto al Comune di Trapani chiedendo chiarimenti e maggiore rigore nella gestione e nella comunicazione di vicende così delicate, sottolineando la necessità di evitare ricostruzioni che possano legittimare pratiche scorrette. L’associazione ha infine assicurato che continuerà a monitorare il caso e a sostenere la volontaria impegnata nella cura del piccolo Popy, diventato simbolo di una vicenda che riaccende il dibattito sul rispetto e la tutela degli animali.

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