Il comparto agroalimentare del territorio trapanese è sempre più vicino al punto di rottura. A lanciare l’allarme è il Partito Democratico di Marsala, che ha trasmesso una dettagliata relazione ai deputati regionali e nazionali delineando un quadro definito drammatico. Alla base della crisi, l’impennata dei costi energetici, con il gasolio agricolo arrivato a toccare quota 1,65 euro al litro. Una situazione che non colpisce soltanto i produttori, ma rischia di ripercuotersi direttamente sui cittadini. Il settore ortofrutticolo, già schiacciato dai prezzi imposti dalla Grande Distribuzione Organizzata e dalle dinamiche speculative, si trova oggi nell’impossibilità di sostenere spese fondamentali come irrigazione e concimazione. Il risultato è un aumento dei costi alla produzione che rischia di tradursi in una nuova ondata inflattiva, con effetti pesanti sul potere d’acquisto delle famiglie.
Particolarmente critica la situazione nel territorio di Marsala, uno dei poli vitivinicoli più importanti d’Europa. Qui il rincaro dei carburanti arriva nel momento più delicato dell’anno: la ripresa vegetativa. In questa fase, infatti, le lavorazioni meccaniche per la difesa fitosanitaria e la gestione del suolo sono indispensabili. Con i costi attuali, molti viticoltori si trovano davanti a una scelta estrema: indebitarsi ulteriormente o rinunciare alle coltivazioni, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro in un settore già segnato da anni di condizioni climatiche avverse. Nel documento inviato alle istituzioni, il PD Marsala avanza una serie di richieste urgenti e strutturali. Tra queste, il potenziamento del credito d’imposta per ridurre il costo del gasolio agricolo e ittico sotto la soglia di un euro al litro, un piano di tutela per garantire l’approvvigionamento energetico alle aziende agricole considerate settore strategico, e la valutazione di una riduzione dell’IVA sui prodotti agroalimentari e vitivinicoli d’eccellenza per sostenere i consumi.
Non meno importante la richiesta di rivedere il meccanismo della “vendemmia verde”, affinché l’eventuale utilizzo dei fondi OCM Vino per gestire le eccedenze non penalizzi i premi agroambientali, in particolare per le aziende biologiche che necessitano di cure costanti anche dopo il diradamento dei grappoli. “Abbiamo il dovere morale e politico di intervenire prima che la crisi energetica si trasformi in un declino sociale irreversibile” affermano i dem. Il partito si dice pronto a farsi portavoce delle istanze del mondo agricolo, pilastro dell’economia trapanese, che oggi più che mai chiede risposte concrete per poter continuare a sopravvivere.