“Altro che assenza o mancanza di rispetto: la verità è completamente diversa”. Il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, interviene con fermezza per respingere le accuse circolate nelle ultime ore su stampa e social riguardo alla presunta mancata partecipazione sua e della Giunta ai lavori del Consiglio comunale. Secondo il primo cittadino, si tratterebbe di una narrazione distorta, costruita su “disinformazione” e su una lettura strumentale di quanto accade in Aula. “Niente di più falso”, afferma Tranchida, spiegando che negli ultimi tempi sarebbe stato di fatto impedito al sindaco di intervenire nel dibattito consiliare, se non su punti strettamente legati alle singole delibere. Una situazione che, secondo il sindaco, violerebbe lo statuto e il regolamento del Consiglio comunale, oltre alle normali regole di correttezza istituzionale. Tranchida parla apertamente di un “giochino politico” che trasformerebbe l’Aula in “un teatrino“, dove i consiglieri di opposizione avrebbero ampio spazio per intervenire, anche con accuse ritenute infondate, senza possibilità di contraddittorio da parte dell’amministrazione.
“Da un lato – sostiene – c’è chi punta il dito, lancia accuse e fa dichiarazioni spesso non rispondenti al vero, dall’altro il sindaco e gli assessori sono costretti a restare in silenzio, come semplici comparse”. Una condizione che il primo cittadino definisce inaccettabile, anche perché lesiva dell’onorabilità personale e dell’operato amministrativo. Nel mirino del sindaco anche la gestione dei lavori d’Aula, che – a suo dire – verrebbe piegata “alla bisogna dell’opposizione”, consentendo interventi e comunicazioni senza un reale confronto democratico. “Secondo questa interpretazione – aggiunge – sindaco e assessori non dovrebbero poter chiarire, replicare o intervenire nel dibattito. Una strategia che viola regolamento e statuto”. Da qui la decisione politica: fino a quando non verrà garantito il diritto al contraddittorio, il sindaco e la Giunta fanno intendere che nella fase delle comunicazioni in Consiglio “… non siamo disposti a fare da spettatori a uno spettacolo che riteniamo squallido”, afferma Tranchida, sottolineando come la questione non sia personale ma riguardi “il rispetto delle istituzioni, del confronto democratico e della verità dei fatti”. Un intervento duro, che accende ulteriormente il clima politico a Palazzo Cavarretta e apre un nuovo fronte di scontro tra amministrazione e opposizione.