Trapani, la storia dell’intitolazione promessa e mai mantenuta alla piccola Elena Corsini, morta prematuramente

redazione

Trapani, la storia dell’intitolazione promessa e mai mantenuta alla piccola Elena Corsini, morta prematuramente

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giovedì 16 Aprile 2026 - 16:15

Una storia che nasce dal dolore e dalla volontà di trasformarlo in memoria condivisa. A raccontarla è Micaela Ballotta, che riporta alla luce la vicenda della piccola Elena Corsini, bambina scomparsa prematuramente a causa di una malattia rara e compagna di classe del figlio. Per ricordarla, il 7 giugno 2025 a Villa Margherita si è svolta la manifestazione “La Giornata della Gratitudine”, organizzata dai genitori con il sostegno del Distretto Socio-Sanitario 50, dell’assessore Virzì e con il coinvolgimento delle istituzioni comunali, con la presenza annunciata del sindaco. Un evento partecipato, dedicato alla sensibilizzazione sulle malattie rare e alla memoria della bambina. Durante l’iniziativa è stata anche avviata una raccolta firme che ha raggiunto 104 sottoscrizioni per proporre l’intitolazione dell’aula multisensoriale della scuola “Umberto di Savoia” alla memoria di Elena, uno spazio pensato anche per bambini con bisogni speciali.

La promessa pubblica e la mancata intitolazione

La richiesta di intitolazione è stata formalmente depositata presso l’istituto nel mese di giugno 2025. Poche settimane dopo, durante la manifestazione ufficiale “Ciaccio’s Got Talent”, svoltasi il 23 giugno a Villa Margherita, alla presenza dei genitori della bambina, del sindaco e della comunità scolastica, la dirigente scolastica avrebbe dichiarato pubblicamente che l’intitolazione dell’aula a Elena era stata il suo primo pensiero alla notizia della scomparsa e che si sarebbe proceduto in tal senso. A distanza di oltre un anno, tuttavia, l’aula non risulterebbe ancora intitolata. Una situazione che ha alimentato dubbi e richieste di chiarimento da parte della famiglia e dei promotori dell’iniziativa.

Il nodo amministrativo e le richieste di trasparenza

I successivi tentativi di ottenere informazioni sull’iter amministrativo avrebbero fatto emergere diverse criticità: il documento non sarebbe stato corredato da numero di protocollo, pur risultando “agli atti” secondo comunicazione PEC; non sarebbe stato chiarito l’avvio di un procedimento formale; e sarebbe stato inoltre negato l’accesso agli atti. In successive risposte ufficiali, l’istituto avrebbe inoltre sostenuto di non essere tenuto a rispondere alle richieste dei genitori, di poter non considerare la raccolta firme e di ritenere chiusa ogni interlocuzione sulla vicenda. Una posizione che apre un evidente tema di trasparenza amministrativa e di rapporto tra cittadini e istituzioni scolastiche. Ballotta parla di un “cortocircuito” tra l’esistenza formale di un atto e la sua non tracciabilità. La promotrice della segnalazione afferma di essere in possesso di tutta la documentazione ufficiale e si dice disponibile a fornirla integralmente e a rilasciare un’intervista per ulteriori approfondimenti.

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